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Tacco a spillo
 
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Compleanno del reggiseno

100 anni e non dimostrarli

I diamanti sono i migliori amici delle donne, cantava Marilyn Monroe, ma il reggiseno allora dove lo mettiamo? Impossibile ignorare l’importanza di questo capo intimo per le donne, soprattutto adesso che compie 100 anni. Infatti la prima volta che un reggiseno comparve su Vogue era il 1907 e da allora è diventato simbolo della femminilità e, in seguito, del femminismo (nel ’67 si bruciavano in piazza per protesta).

Negli anni ’20 doveva appiattire il seno, negli anni ’40 veniva prodotto in nylon, nel ’50, con l’uscita della prima versione imbottita, la Monroe diventava il simbolo delle maggiorate e da allora non è stato più un peccato mostrarlo.
Chi non ricorda il reggiseno a punta firmato Jean Paul Gaultier, indossato da Madonna nell’87? Solo 3 anni dopo, nel ’90 c’è la svolta epocale: il wonderbra, un reggiseno in grado di rendere alti, tondi e invitanti anche i seni più “timidi”. Come testimonial del wonderbra c’era la bellissima Eva Herzigova in push-up e slip neri su migliaia di cartelloni pubblicitari.
Effettivamente qualsiasi seno, piccolo o grande, in un reggiseno che sappia valorizzarlo è tutta un’altra cosa e noi donne lo sappiamo bene.

Un reggiseno rivela molto di chi lo indossa, a partire dall’onestà della donna: un wonderbra pieno di imbottitura regala senza dubbio una scollatura da urlo, ma al contempo garantisce una delusione certa al momento di sfilarlo… Meglio una seconda ma onesta, che una quarta di “pescetti”, false aspettative e tanta delusione!

[17-05-2007]

 
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