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Il Tar boccia le ordinanze anti-cortei di Alemanno

secondo i giudici i provvedimenti violano la Costituzione

Due sfortune in un giorno per il sindaco Alemanno; la bocciatura della candidatura olimpica di Roma da parte del governo e poi, in serata, quella del Tar che ha annullato le ordinanze (ormai scadute il 31 dicembre scorso) che vietavano i cortei in centro, tranne il sabato.

Tra i motivi alla base della decisione, il fatto che Alemanno, come commissario delegato per lo stato di emergenza di traffico e mobilità, secondo i giudici ha "travalicato i limiti assegnati dalla delega" della Presidenza del Consiglio dei ministri. Perciò le ordinanze oggi annullate "sono state emesse in carenza del relativo potere". Per il Tar i provvedimenti impugnati "violano l'articolo 17, comma 3, della Costituzione, che dispone che delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica". Per i giudici "il contenuto delle ordinanze impugnate - si legge nelle sentenze - si presenta eterogeneo rispetto alle finalità per le quali lo stato di emergenza è stato dichiarato e per le quali i poteri straordinari sono stati attribuiti". Secondo il Tar «un limite alla libertà di corteo, costituzionalmente garantita, potrebbe essere introdotto solo a salvaguardia, volta per volta, di un interesse di pari rilievo costituzionale".
 
 

[15-02-2012]

 
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