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Olimpiadi, il no di Monti. Decade la candidatura di Roma

in corsa restano Tokyo, Instanbul, Doha e Baku. La scelta il 17 settembre. Monti: "Irresponsabile assumere questo impegno di garanzia"

Roma non presenterà la propria candidatura ai giochi Olimpici del 2020. Mario Monti ha deciso di non firmare la lettera d'impegno economico che, entro oggi, doveva esser consegnato alla sede del Comitato olimpico internazionale di Losanna. Così facendo, Roma e l'Italia rinunciano alla candidatura ad ospitare i giochi per le Olimpiadi 2020. L'appoggio del governo è stato negato dopo un'attenta valutazione da parte dell'esecutivo Monti dei costi e dei benefici legati nell'operazione nel suo complesso.

IL SONDAGGIO. Sei d'accordo con la decisione di Monti?

Monti - "Abbiamo esaminato il progetto con grande attenzione -ha detto il Premier Mario Monti- anche nell'approfondita analisi economica. Desideriamo esprimere grande condivisione delle linee di questo progetto che permetterebbe alla città di Roma, a 60 dalle Olimpiadi del 1960, di essere di nuovo al centro della vita sportiva ed internazionale. Il comitato olimpico internazionale richiede che ci sia una lettera del Capo del governo che faccia assumere al governo stesso un impegno di garanzia finanziaria. Abbiamo riflettuto profondamente su questo aspetto -ha detto Monti- e, pur condividendo il progetto, siamo arrivati alla conclusione unanime che sarebbe irresponsabile nelle attuali condizioni dell'Italia assumere questo impegno di garanzia".

Petrucci - "Resta il sogno olimpico che è svanito: accetto la decisione, ma avrei voluto un maggiore rispetto perchè dirci no l'ultimo giorno non è stato bello". Ha commentato il presidente del Coni Gianni Petrucci

In sostanza, secondo il governo Monti, non esistono adeguate condizioni affinché il governo possa offrire garanzie a sostegno della candidatura per i Giochi. Troppe le ingognite: sia sull'organizzazione e soprattutto sui costi non molto chiari (cifre ballerine che vanno dagli 8 miliardi in su). Una scelta dovuta probabilmente anche al contesto economico, alla crisi e all'analisi di casi precedenti come Atene 2004 e quello invece prossimo di Londra 2012, dove i costi sono raddoppiati. Altro elemento che avrebbe giocato a sfavore di Roma è stata la pessima figura rimediata nell'organizzazione dei mondiali di nuoto 2009, con la costruzione di impianti mai terminati (vedi lo stadio del nuoto di Tor Vergata progettato da Calatrava) e presunti abusivi edilizi per cui la magistratura ha aperto un'inchiesta. Il processo, che vede imputate 33 persone per abuso edilizio, è iniziato lo scorso aprile.
 
 

[14-02-2012]

 
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