Giornale di informazione di Roma - Martedi 27 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Slam dunk
 
» Prima Pagina » Sport Roma » Slam dunk
 
 

L'Acea Roma si rilancia

Prova d'orgoglio. Espugnata Varese

Vittoria del possibile rilancio, quella ottenuta nel posticipo televisivo dalla Virtus Roma sul tradizionalmente ostico campo di Varese. Finisce in volata, 76-78, e Roma si prende la rivincita della partita d'andata, quando l'ultimo tiro, scoccato dall'ormai tagliato Hurrt regalò i due punti ai lombardi. Stavolta il tiro del sorpasso lo prende il fino ad allora mortifero Stipcevic, ma la bomba della possibile vittoria, scagliata dall'angolo ed in preoccupante solitudine, finisce sul ferro, decretando la vittoria giallorossa.

E' stata una bella partita, molto intensa, con Roma che ha avuto il merito di non perdere mai la testa, neanche quando, sul finire del primo tempo, ha toccato il massimo svantaggio di undici punti. Tutti gli uomini utilizzati dal fresco di nomina coach Calvani hanno risposto presente, ed i dieci schierati via via sul campo sono andati tutti a referto.

L'endemico problema delle palle perse era stato il viatico offensivo dell'incontro per la Virtus. Già cinque dopo neanche cinque minuti di gioco, tanto da costringere Calvani al timeout. Gordic sedeva in panchina a meditare, e Maestranzi, pur senza lampi, portava ordine. Se il gioco sotto canestro funzionava bene, grazie al lavoro di Slokar e Kakiouzis, la marcatura di Datome su Diawara era da rivedere, con il francese inarrestabile.

Migliori risultati li portava Dedovic, che ben si applicava sul numero nove lombardo, riuscendo a limitarlo, per quanto possibile, da lì in avanti. Le sofferenze difensive continuavano con Tucker in ambasce su Weeden, ma la Virtus riusciva a chiudere avanti il primo quarto (20-23) grazie alla buona qualità degli attacchi, con la percentuale da due punti vicina alla perfezione.

Il primo vero passaggio a vuoto dell'Acea arrivava in prossimità della chiusura di secondo quarto, quando un severo fallo antisportivo fischiato a Mordente generava un azione da cinque punti, con relativo strascico psicologico che portava i varesini al massimo vantaggio (42-31 al 16'). Roma però riusciva a non disunirsi. Trovava punti dal rientrato Gordic e da Mordente, e sfruttava l'intidimidazione sotto canestro, anche solo accennata, di Jarvis Varnado. Il più quattro col quale Varese andava all'intervallo trovava giustificazione statistica dai molti viaggi in lunetta dei lombardi e dalla percentuale da tre punti, discreta per Varese (4/12), totalmente deficitaria per la Virtus (1/8).

Numeri che non sarebbero cambiati neanche nel prosieguo di partita, quando la Virtus, trovato un quintetto affidabile in difesa, grazie soprattutto all'applicazione di Dedovic, in attacco si affidava quasi totalmente a Clay Tucker, che macinava punti in quantità e di qualità. I falli diventavano un problema per Slokar, e Calvani si affidava anche a Crosariol. Il lungo lombardo, sentendo forse aria di casa, metteva nella partita quasi esclusivamente cose positive, tra cui un tap-in in gancio raramente visto sui campi di basket.

Si andava avanti così a strappi, senza un vero padrone, con la Cimberio saldamente ancorata al trio Weeden-Stipcevic-Diawara, e la Virtus che rispondeva ancora con Tucker, ma anche con Dedovic, adesso sveglio anche in attacco, e con Datome che cominciava a scaldare i polpastrelli. Un allungo a più cinque della Virtus (64-69 a 5'10" dalla fine) veniva rintuzzato con un gioco da tre punti di Fajardo e da una tripla di Kangur.

Il finale era per cuori forti: la Virtus andava sotto di quattro, e dalla lunetta Dedovic faceva 0/2, quasi imitato da Gordic che ne metteva solo uno. Sopra di due Varese perdeva palla, e sul ribaltamento folle tripla di Datome che dava il vantaggio ai giallorossi (75-76 a 40"). La difesa faceva il suo dovere nell'azione seguente, e quando Tucker metteva il più tre dalla lunetta a 8" dalla fine sembrava fatta. Ma il rimbalzo sul tiro libero appositamente sbagliato da Weeden finiva alla Cimberio, con Stipcevic che dall'angolo aveva il match ball a disposizione. Contrariamente alla tradizione, però, il suo tiro finiva sul ferro, e la partita terminava con la vittoria dei giallorossi di Calvani.

Su un campo dove quest'anno era passata solo la Bennet Cantù, Roma si prende una bella vittoria, che la risarcisce di quanto buttato nella partita d'andata. E se in quella occasione cominciò una discesa abbastanza netta, sia di gioco che di risultati, chissà che questo successo non sia invece, con la squadra finalmente completa in quasi tutti i reparti, una base per ripartire seriamente. La classifica si fa ancora fatica a guardarla, ma il calendario non è troppo malevolo con i romani, che possono anche avere il vantaggio della sosta per le final eight, che partiranno giovedì a Torino ancora una volta senza la Virtus.

Il prossimo appuntamento, perciò, è fissato al Palatiziano il 26 febbraio, quando saranno di scena i campioni in carica di Siena, per una sfida che rimane sempre proibitiva, ma un pò meno di prima.
Andrea De Paolis


Cimberio Varese-Acea Roma 76-78
Cimberio: Diawara 19, Stpcevic 18, Weeden 15, Kangur 9
Acea: Tucker 20, Datome 12, Dedovic 11, Gordic 8

[12-02-2012]

 
Lascia il tuo commento