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Inchiesta licenze taxi

la procura verso il rinvio a giudizio

Chiusa l’inchiesta sui conducenti delle auto bianche, la procura di Roma si prepara a chiedere il rinvio a giudizio degli 85 tassisti in possesso di licenze che non avrebbero mai potuto ottenere.

Per tutti l’accusa è di concorso in abuso d´ufficio con pubblici ufficiali, falso ideologico per induzione e falso ideologico commesso da privato in atto pubblico. Lo scandalo delle licenze facili esplose all´indomani dell´arresto di alessandro migliazza, il tassista che nel dicembre scorso uccise con un pugno al volto il noleggiatore pasquale leonardo.
Da allora le indagini degli inquirenti permisero di accertare che 112 tassisti della capitale avevano ottenuto l´abilitazione pur non avendone i requisiti morali, in quanto già condannati in passato.

Tra questi c’era anche Migliazza, tuttora in carcere con l´accusa di omicidio volontario. Intanto ieri il gup ha accolto la richiesta di patteggiamento di una trentina di indagati. Il gip marina finiti si è invece riservata di decidere sulla richiesta di dissequestro delle licenze avanzata dai legali. L´assessorato comunale alla mobilità ha invece già pronto un regolamento che impedirà di guidare un mezzo pubblico ai conducenti con passato violento e che prevede la cancellazione del tassista e il trasferimento della licenza al primo in graduatoria. Per reati lievi la linea è più mobida, in questo caso al tassista sarà concesso un tempo sufficiente per trasferire la licenza a un familiare o per cederla sul mercato.

[17-05-2007]

 
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