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Com' bello far l'amore

di Fausto Brizzi. Con Fabio De Luigi, Claudia Gerini, Filippo Timi

di Francesco Picerno

Andrea e Giulia sono una coppia in crisi che non fa più sesso. All'improvviso arriva Max, un famoso pornodivo amico di Giulia, che inizierà a dispensare consigli alla coppia per risvegliare la loro fantasia sopita.

Fausto Brizzi, regista romano, cresciuto come sceneggiatore dei film di Neri Parenti, è alla sua sesta commedia da regista. Il genere  che affronta è sempre il solito, la commedia romantica generazionale, dove si aggiungono altre tematiche: il sesso e la trasgressione. Presenti dunque bambole gonfiabili, kit di strumenti di piacere e in generale un tono dissacrante nei confronti del matrimonio e della coppia. E come ultima chicca il 3D , tecnologia  già usata in Italia lo scorso anno da Ezio Greggio per lo stracult BOX OFFICE. Il cast è sempre di buona fattura: a Claudia Gerini e Fabio De Luigi si aggiungono la novità di Filippo Timi e altri bravi partecipanti come Michele Foresta (noto come il Mago Forrest) e Lillo (compagno di comicità di Greg).

Ma in questa confezione con intenti di finta trasgressività il risultato è imbarazzante: cadute di stile, sceneggiatura piena di buchi e tutto un campionario di luoghi comuni che trasformano il film in una serie di gag imbarazzanti da varietà di terzo ordine. Se l'operazione di far "ridere sul sesso" poteva inizialmente sembrare coraggiosa, Brizzi invece costruisce un film che scorre tra volgarità involontaria e esposizioni di fondoschiena a gogò (dove la Gerini ci sguazza).

Imbarazzanti di conseguenza i personaggi di contorno: su tutte la sottostoria del figlio della coppia, fino alla pornostar amica di Timi.  Il film si chiude inoltre con la solita operazione nostalgica (l'ennesimo omaggio agli anni 80 con “Reality” di Richard Sanderson ballato in discoteca) e dei colpi di scena che farebbero impallidire il peggior sceneggiatore italiano. Incredibile quanto questo film venga considerato una valida alternativa ai cinepanettoni per un presunto garbo che in realtà manca a tutti gli effetti. Visti i risultati della carriera di Brizzi, a questo punto i suoi grandi ispiratori Carlo Vanzina e Neri Parenti a confronto meriterebbero l'appellativo di maestri del cinema. Oltretutto, piccolo particolare, in questo film si ride raramente.

 



votanti: 4
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - brizzi - de luigi - gerini - timi
 

[09-02-2012]

 
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