
Prima gli insulti in rete, poi l’appuntamento su facebook, all’uscita della stazione metro di Garbatella, e lì il regolamento di conti a di calci e pugni: una storia di
bullismo al femminile che ha visto una ragazza di 13 anni finire in ospedale con 6 giorni di prognosi. A pestarla alcune compagne di scuola: un vero e proprio raid punitivo, tutto per lavare lo sgarbo di un fidanzatino rubato.
È il pomeriggio del 30 gennaio scorso. Da una parte ci sono quattro amiche, tutte tra i 13 e i 14 anni, dall’altra un’adolescente di 13. Sotto gli occhi di una ventina di alunni di una scuola media della Garbatella, accorsi proprio per assistere alla rissa, volano prima gli insulti, poi calci e pugni: il padre della giovane vittima solo a fatica riesce a sottrarre la figlia dal pestaggio.
Ma non finisce qui: il commissariato Colombo avvia le indagini su una storia che sembra chiusa ma non lo è. Perché il papà della adolescente picchiata decide di farsi giustizia da solo: si incontra col padre di una delle altre ragazze, lo aggredisce, e colpisce anche i poliziotti intervenuti per sedare la rissa. Viene fermato a fatica: mentre scattano le manette assicura che riuscirà lo stesso a farla pagare anche ai genitori delle altre ragazze. L’uomo, un artigiano di 44 anni, viene arrestato. Le quattro adolescenti invece sono state denunciate.