Un siciliano, un calabrese e un giovane di Ardea. Sarebbero questi tre, i primi due pregiudicati, i responsabili dell’omicidio di
Salvatore Polcino, 52 anni, il cui cadavere era stato ritrovato il
27 gennaio in un campo nei pressi dell’Ardeatina, in località Santa Fumìa. Secondo i carabinieri del comando provinciale di Roma, l’uomo,
52 anni, sarebbe stato ucciso per un regolamento di conti tra spacciatori di droga. Prima i colpi di pistola, poi il corpo dato alle fiamme e gettato in una buca: un omicidio che aveva impressionato, facendo pensare molti alla vendetta nei confronti del secondo killer di cinesi. Ipotesi subito smentita dagli uomini del nucleo investigativo di Frascati. Dopo una settimana di indagini i militari hanno fermato i tre mentre probabilmente stavano per organizzare una fuga all’estero.
Forti dissidi tra Giuseppe Ranieri, calabrese di
32 anni, residente a Lanuvio, e Polcino avrebbero indotto i tre ad attirarlo in trappola e a freddarlo. Le due pistole che avrebbero esploso i colpi mortali sono state ritrovate inseme a quattro fucili ad Ardea nel bagagliaio di un’Audi riconducibile al più giovane. Armi rubate, con la matricola abrasa, che saranno ora analizzate. Negli esami degli uomini del Ris forse le ultime risposte di un omicidio che assomiglia molto a un’esecuzione mafiosa.