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Freddo, l'accoglienza per i senza tetto

in Provincia tre morti in poche ore

Sono i giorni più freddi dell’anno in cui le persone più in difficoltà come i senza tetto, gli anziani o chi non ha un modo di riscaldarsi adeguatamente, rischia di morire per il freddo. Le ultime tre vittime sono una donna italiana di 78 anni, trovata morta vicino alla stazione Termini, una signora di 66 anni che è stata trovata assiderata nella sua casa fatiscente a Palestrina e un romeno di 62 anni, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto nella pineta di Ostia. Tre vittime in poche ore in Provincia a causa delle temperature che, in città, raggiungono anche i cinque gradi sotto lo zero.

Il Campidoglio ha allestito otto punti di accoglienza straordinari nei pressi di fermate di stazioni metro. All’Eur Fermi, nel sottopasso della Cristoforo Colombo sono stati allestiti circa 100 posti letto di cui la metà sono occupati. 24 ore su 24 c'è una persona che fornisce assistenza, un pasto o una bevanda calda.

"Al momento ci sono ancora 50 posti disponibili - spiega un addetto all'accoglienza- finché c'è posto accoglieremo persone".

A trovare rifugio in luoghi d’accoglienza straordinari come questo sono persone di tutte le età e le nazionalità: bulgari, romeni, afghani ed anche italiani. Tra di loro ci sono anche dei giovanissimi come asip, 25enne, profugo afghano che dalla tendopoli dell’ostiense ha trovato rifugio qui. Sono giovani e meno giovani, tutti accomunati dalla difficolta’ di trovare un riparo. C’e’ chi ha perso il lavoro oppure chi ha deciso di emigrare dal proprio paese per fuggire dalla guerra. Ecco la storia di Erkan che viene dalla Turchia, ha34 anni e da 8 vive in Italia

"Sono cinque giorni che sono qui nella struttura d'accoglienza -racconta Erkan- vivevo in macchina ma il freddo era troppo, così ho chiamato la Polizia che mi ha dato un numero verde. Ho chiamato e mi hanno detto di venire qui -racconta Erkan- Ho perso il lavoro in un kebab pizzeria, mi hanno licenziato senza pagarmi, mi hanno mandato via anche dalla casa dove ero in affitto e così sono finito in strada. Non sono venuto in Italia per cercare lavoro, sono scappato dalla Turchia per non fare il militare perché c'era la guerra tra Curdi e Turchi. Sono venuto qua in Italia ma ho vissuto una vita ancor peggiore di quella che potevo immaginare".

Gimez invece ha 55 anni, è romeno e fa il camionista. Ha cambiato tre volte il datore di lavoro nella zona di cassino perche’ dopo il primo mese non ha più ricevuto lo stipendio. "Faccio questo lavoro da sette anni -racconta Gimez- ma adesso ho perso il lavoro".

L’anno scorso alcune strutture di accoglienza rimasero aperte fino al 31 marzo anche quest’anno, a causa del freddo che durerà per diverse settimane, è probabile che il campidoglio decida per un ulteriore proroga.

[06-02-2012]

 
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