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Roma sconfitta dalla neve

La Capitale in ginocchio messa sotto scacco dall'inefficienza. Infuria la polemica tra Alemanno e Gabrielli

Di Enrico Ferrara

Il candore e il silenzio della neve non sono riusciti né a nascondere né a cancellare l'opacità e la bruttura dell'inefficienza. Dell'impreparazione che sfocia in incapacità.Uno spettacolo della natura raro ed emozionate ha invaso e poi schiacciato la vita di una metropoli. Una disfatta che rappresenta la condizione del nostro Paese. Una pessima figura mediatica, di proporzioni mondiali, che non solo coinvolge la cittadinanza romana ma rappresenta la situazione dell'Italia intera.
Questa volta, che che ne dica il sindaco Alemanno, l'evento era stato previsto con una precisione inusitata e pertanto l'amministrazione capitolina ha avuto – e sprecato - tutto il tempo necessario per intervenire. Per approntare le misure cautelari e d'intervento necessarie e, soprattutto, per informare sufficientemente la cittadinanza del pericolo. Dei disagi e di come organizzarsi.

Quello che rientra nella norma e nel concetto di  fronteggiabile, in Italia assume i connotati della straordinarietà ingestibile, da cui si può uscire solo sconfitti e sottoscacco.Perchè così ne è uscita la città di Roma. Sconfitta. Strade bloccate, panico generale, una città sommersa dal delirio dell'anarchia. “Se volete, non uscite; se no, spalate”, dice il Sindaco.

A stridere sono, oggi, il giorno dopo, i ridicoli scaricabarile del Sindaco con la Protezione Civile, che, ancora una volta, non vuole assumersi la responsabilità di un altro fallimento. “Il piano antineve c'è e non mi serve nulla”, scrive il Signor Sindaco in una nota alla Protezione Civile. Echi di un'autarchica nostalgia. Stretta, la Capitale, in una morsa gelata di inefficienza, incapacità e pressappochismo. Possibile mai, stante l'esperienza della nevicata del 18 febbraio 2010 e l'imminente e mai tanto affidabile allerta meteorologica, che ancora il Comune non si fosse dotato di mezzi spargi-sale e spala-neve? Perchè nessun mezzo di servizio aveva le catene? E' mai possibile che il sale sia stato sparso solo ieri mattina? La “Città eterna” messa in ginocchio e vinta da una nevicata neanche tanto catastrofica. La natura ha messo a nudo le debolezze dell'uomo e la totale assenza di preparazione.

Con la pessima figuraccia del piano antineve, abbiamo contribuito a peggiorare, per quanto possibile, dati gli abissi degli ultimi tempi, la reputazione di un Paese già stremato.In un'Italia protetta dalle Alpi e attraversata dalla spina dorsale appenninica, abbiamo dimostrato di essere impreparati a fronteggiare l'emergenza. Qualunque essa sia.L'immagine che, agli occhi del mondo, rimane è quella di un sistema che fa acqua da tutte le parti. 

Dall'inefficienza e dall'arrogante impreparazione di questa classe dirigente, prima o poi, ci dovremo liberare.
 
 

[05-02-2012]

 
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