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Ultimo saluto ad Oscar Luigi Scalfaro

è stato presidente della Repubblica dal 1992 al 1999

Migliaia di persone hanno dato l'ultimo saluto ad Oscar Luigi Scalfaro. Un lungo applauso ha accompagnato l'ingresso del feretro nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, seguito dalla figlia del presidente, Marianna Scalfaro. Molti i politici presenti alla funzione che si è svolta in forma privata: da Romano Prodi a Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini, Francesco Rutelli, Beppe Pisanu, Dario Franceschini, Rosy Bindi e Massimo D'Alema. In chiesa c'era anche il ministro della Cooperazione Andrea Riccardi ed il musicista Renzo Arbore.

Oscar Luigi Scalfaro se ne è andato nella notte del 29 gennaio, all'età di 93 anni. Era un politico vecchia maniera, presidente emerito della Repubblica. Era nato a Novara nel 1918. E’ stato presidente della Repubblica dal 28 maggio del 1992 al 15 maggio del 1999. In passato era stato membro dell’assemblea Costituente nel 1946, ministro dell’Interno e presidente della Camera dei deputati.

Scalfaro è stato Capo dello Stato in uno dei periodi più difficili della storia della Repubblica. E' stato eletto nel 1992, subito dopo la strage di Capaci in cui vennero uccisi i giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Si trovò a gestire un periodo in cui la bufera Tangentopoli fece scomparire i partiti cosiddetti tradizionali, come la Dc, di cui Scalfaro era da sempre militante, e il Partito socialista di Bettino Craxi.

E' rimasto nella storia politica italiana il suo discorso in tv del 3 novembre 1993 quando a reti unificate parlò di “gioco al massacro” di chi allora provava a delegittimare le cariche istituzionali, lui compreso, con l’esplosione dello scandalo dei fondi neri Sisde. “Una rappresaglia dei partiti spazzati via da Tangentopoli”. Lì pronunciò più volte la famosa frase, che divenne poi un tormentone: “Io non ci sto!”.

Sempre nel 1993 assistette alla discesa in campo dell’imprenditore Silvio Berlusconi e la nascita di Forza Italia, fino alla vittoria alle elezioni del 1994. Con Berlusconi non c'era sintonia. E nel 1995 ci fu una violenta campagna all’epoca del cosiddetto ribaltone della Lega, prima alleata e poi avversaria di Berlusconi. A Scalfaro venne contestata la nomina di un governo tecnico che portò alle elezioni.

Scalfaro, uomo con la fama di duro, cattolico integerrimo, portò a compimento il settennato senza non poche difficoltà, e non ha mai smesso di polemizzare con Berlusconi, anche presidente emerito della Repubblica. Quando fu il momento di sostenere il governo Prodi, da senatore a vita, non fece mai mancare un voto al Professore bolognese.

Si laureò in Giurisprudenza nel 1941 all’Università Cattolica del Sacro Cuore ed entrò in magistratura nel 1943. Il 26 dicembre 1943 sposò a Novara Maria Anna Inzitari (1924-1944), dalla quale ebbe una figlia, Marianna Giannarosa.

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[30-01-2012]

 
 
 
 
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