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Il web si ribella a Twitter

"Ci vediamo domani": così alcuni utenti di Twitter di diversi paesi stanno aderendo alla protesta scattata dopo che il microblog ha annunciato una censura  selettiva su alcuni messaggi, se i governi dovesse richiederlo per motivi legali.
Diversi i commenti in tutte le lingue che seguono il flusso dell'hashtag  #Twitterblackout a cui ieri si è aggiunta la voce di protesta del noto artista dissidente cinese Ai Weiwei.

 Continuando a crescere a livello internazionale, entriamo in paesi che hanno idee diverse sui limiti della libertà di espressione alcuni sono così tanto lontani dalle nostre idee che non riusciremo ad esistere li, ha spiegato ieri l'azienda californiana in un post, specificando comunque che i tweet oscurati in un Paese potranno essere visti nel resto del mondo.
Dopo le polemiche scaturite a seguito di queste  dichiarazioni, alcuni osservatori hanno comunque sottolineato che si tratta di un metodo già applicato da colossi del web come Google e Facebook.Alcuni siti specializzati in tecnologia ritengono invece che la politica di Twitter non sia un danno bensì un vantaggio per gli attivisti. Consentirebbe infatti di monitorare più facilmente i Paesi che impongono la censura.
Altra riflessione del blog è che il blocco può essere facilmente aggirato dalla tecnologia.

IN ITALIA - oltre all'hashtag #Twitterblackout è partito anche #censuramiQuesto, che raccoglie un flusso di 'messaggi-sfidà a Twitter. Dalle citazioni di frasi di Alessandro Manzoni («Non tutto ciò che viene dopo è progresso»), a riferimenti all'attualità italiana («Bossi parla forbito») a richiami a guru della tecnologia («Twitter attiva la censura perchè gli è apparso, in sala riunioni, #SteveJobs che diceva 'più stronzi, siate più stronzi»).

Il post sulle restrizioni dei tweet ha immediatamente provocato un dibatto su Twitter dove gli utenti minacciano una protesta, un giorno senza tweet. Tutti i dettagli dell'operazione saranno pubblicati sul sito indipendente chillingeffects.Org, ha spiegato l'azienda. La Cina è uno dei paesi dove Twitter non è accessibile, situazione che il cofondatore del sito Jack Dorsey, durante una visita a Shanghai all'inizio del mese ha definito spiacevole e deludente. Il link al post ufficiale "Tweets must flow"

Per consigli o segnalazioni scrivete a: tecknologie@corriereromano.it
Stefano Soriano

 
 

[30-01-2012]

 
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