Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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L'Acea Roma esonera l'allenatore

Lino Lardo "sollevato" dall'incarico

Con uno scarno comunicato diffuso nel pomeriggio, la Virtus Acea Roma ha ufficializzato l'esonero dell'allenatore Lino Lardo, affidando la panchina, da qui alla fine della stagione, al vice Marco Calvani. La decisione era nell'aria già da qualche giorno, almeno da dopo la sconfitta interna subita contro la Virtus Bologna, ed è stata certificata in seguito all'altrettanto perdente trasferta di Biella.

Anche quest'anno quindi, il quarto consecutivo, si celebra il tradizionale rito del cambio in corsa dell'allenatore. Se Toti non avesse già annunciato la propria volontà di abbandonare la società, si sarebbe potuto organizzare, per l'anno prossimo, un "esonero day", con data certa stabilita in estate, occasione ludica per grandi e piccini, con ricchi premi e cotillon.

Riesce davvero difficile trattare seriamente lo sviluppo di una stagione partita, lo ricordiamo sempre, negli annunci di settembre come quella "della speranza", e che sta diventando, giornata dopo giornata, quella della speranza sì, ma di non retrocedere.

Se dopo le sconfitte in serie arrivate in novembre, il capro espiatorio era stato individuato nei giocatori slavi, rei di passare le notti in discoteca e di impegnarsi neanche il minimo sindacale, con relativo taglio del solo Dasic, adesso, dopo i ripetuti rovesci interni e trasferte frustranti come quelle di Biella, a pagare è Lino Lardo, senza peraltro che queste presunte colpe vengano indicate da chicchessia, fosse il Presidente o il General Manager.

E non si interpreti questa come una difesa del coach ligure, sul quale era legittimo avere delle aspettative che i risultati e il (non) gioco della squadra, soprattutto per ciò che riguarda la difesa, hanno disatteso completamente.

Ma è molto probabile, se non certo, che anche per gli allenatori, oltre che per i giocatori, valga quella ormai decennale regola non scritta, per cui chiunque indossi la maglia della Virtus Roma veda decrescere il proprio rendimento di almeno un 30%, rispetto a quello che aveva fatto prima, e rispetto a quello che farà dopo. Regola alla quale si sono sottratti, a mia modesta memoria, solo due eccellenti eccezioni, forse i migliori giocatori in assoluto visti abbastanza a lungo nell'era Toti, e cioè Erazem Lorbek e Dejan Bodiroga.

A questo punto la squadra passa nelle mani di Marco Calvani, usando la formula definita "soluzione interna". Così che riesce ancora più difficile comprendere le ragioni di un tale avvicendamento, finendo col dare maggiori responsabilità a chi comunque, occupamdo il ruolo di vice, ne aveva già di sue. Senza contare che il record da capo allenatore del bravo Calvani non è proprio lusinghiero, nè si può immaginare che lo diventi, alle prese come sarà, da domani in poi, con una squadra che definire depressa significa essere ottimisti.

Il primo appuntamento del nuovo corso firmato Calvani avverrà domenica 5 febbraio contro la Sutor Montegranaro al Palatiziano. Vedremo se in quella occasione sarà possibile ammirare anche il rinforzo sotto canestro, atteso invano da inizio stagione, e che se fosse arrivato per tempo, ci avrebbe forse risparmiato questa pantomima assolutamente ridicola, prima ancora che inutile. Ma se, come purtroppo pare sempre più probabile, questo sarà l'ultimo anno di basket professionistico a Roma, la fine non può che essere mesta, oltre che nota.
Andrea De Paolis

[27-01-2012]

 
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