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L'arte di vincere

di Bennett Miller. Con Brad Pitt, Jonah Hill

di Rosario Sparti

Le vicende di Billy Beane, general manager di Oakland Athletics, che nonostante un ridotto budget a disposizione, grazie a una sofisticata analisi al computer per scegliere quali giocatori ingaggiare, riuscì ad assemblare una squadra di baseball assolutamente competitiva.

Dopo l’interessante ma non del tutto riuscito, TRUMAN CAPOTE: A SANGUE FREDDO, Bennett Miller ritorna alla regia con una storia ad alto potenziale per gli Oscar. Un film sul baseball potrebbe atterrire gli spettatori europei, evitandolo però s’incorrerebbe invece in un solenne errore. Si tratta, infatti, di un film sportivo anomalo, poiché di sport giocato se ne vede proprio poco, qui il baseball è usato come metafora dell’anima americana e, per questo, non poteva esserci scelta più azzeccata.

Basato su una storia vera che lo sceneggiatore Aaron Sorkin, la penna dietro THE SOCIAL NETWORK, ha contribuito a sottrarre di retorica e tronfia epicità, prediligendo invece una narrazione, forse, più fredda ma che risulta avvincente e intrigante, grazie anche alle scelte classiche ed eleganti della regia. Il film ruota intorno al personaggio interpretato da Brad Pitt, nel ruolo della vita, tratteggiato in maniera magistrale nelle sue molteplici sfaccettature, e che, grazie a poche pennellate dell’autore, è al centro di un rapporto padre- figlia tra i più sinceri ed emozionanti visti negli ultimi anni.

Billy Beane è un uomo che vive con rabbia repressa per quello che poteva essere e non è, in continua frustrazione e che, per questo, stavolta cerca di cambiare la sua vita, come testimonia la scena in cui alla guida improvvisamente sceglie d’invertire il senso di marcia. Promesse mancate, seconde opportunità, voglia di mettersi in gioco, desiderio di riscatto, questa è la materia di cui è fatto lo spirito americano e che la pellicola mette in scena tra luci e ombre di uno sport filtrato da uno sguardo “politico”. Un film che non riesce forse a volare realmente alto solo a causa di una durata eccessiva, e, un coraggio nella narrazione che viene a mancare nella seconda parte. “Come si fa a non essere sentimentali col baseball?”
 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - miller - pitt - hill
 

[25-01-2012]

 
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