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Protesta dei pescatori a Montecitorio, scontri con la polizia

"Ci riducono in mutande per il caro carburante"

Accesa protesta di un centinaio di pescatori che hanno manifestato di fronte piazza Montecitorio contro il caro gasolio. I manifestanti sono stati tenuti a distanza dall'ingresso della camera da alcune transenne. Ci sono stati dei tafferugli e degli scontri con le forze dell'ordine schierate in assetto antisommossa poco dopo il lancio da parte di alcuni pescatori di bombe carta contro l'ingresso della Camera. Durante gli scontri tra manifestanti e poliziotti due pescatori sono rimasti feriti. Un uomo è rimasto ferito alla testa in modo non grave e, accompagnato da due suoi compagni, si è allontanato dalla piazza dove intanto è arrivata un'ambulanza per soccorrere il ferito. La manifestazione si è conclusa intorno alle 19:00.

LA PROTESTA PER IL CARO CARBURANTE, "CI RIDUCONO IN MUTANDE" - "Ci stanno mettendo in mutande, così non si può andare avanti e questo è davvero un peccato". Nino Mancini, di Mola di Bari, 47 anni di cui più di trenta passati in mare, ha paura non solo di perdere il suo lavoro e la sua barca, ma anche di non poter più pagare gli studi all'università alle sue due figlie. "Ogni giorno usciamo alle tre della mattina e rientriamo nel pomeriggio con la speranza di avere un buon ricavato - ha raccontato il capitano ed armatore pugliese - perchè se non abbiamo un buon guadagno giornaliero, non riusciamo neanche ad entrare nei costi di spesa. Il carburante lo paghiamo 80 centesimi ma se entra l'Iva arriveremo a pagarlo un euro e questo significa la fine".

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[25-01-2012]

 
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