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Indagini omicidio alla Pisana

l'omicida era vestito di scuro e dall'accento romano. Non convince l'ipotesi rapina

Quel colpo di pistola sparato in faccia assomiglia più ad un regolamento di conti che all’esito di una rapina andata a finire male. A uccidere Antonio Maria Rinaldi, 64 anni, titolare di un’agenzia di compravendite immobiliari collegate alle aste giudiziarie, sarebbe stato un uomo incappucciato, vestito di scuro e dall’accento romano: questi gli elementi forniti dall’amico e collaboratore della vittima che ieri è stato a lungo interrogato dal pm Carlo La Speranza. "Dammi i soldi" avrebbe detto l’omicida che, vista la resistenza e il rifiuto di Rinaldi, avrebbe poi sparato un colpo solo, letale: nulla da fare per la vittima, trovata distesa sulla rampa che conduce al seminterrato di un elegante complesso residenziale in via Fontanile Arenato 310, alla Pisana che però, già nell’agosto scorso, fu teatro di una rapina a mano armata ai danni di un commerciante.

L’omicidio per rapina non convince il capo della squadra mobile Vittorio Rizzi che sta ripercorrendo il passato della vittima che, nel corso degli anni ’80, era comparso in un paio di indagini per droga. La scientifica ha controllato i cassonetti e posto sotto sequestro due autovetture su cui sarebbero presenti le impronte digitali dell’assassino, fuggito a piedi dopo aver agilmente scavalcato le inferriate dei palazzi adiacenti a quello in cui è avvenuto l’omicidio. E mentre le indagini continuano, puntuali arrivano i commenti dei nostri amministratori: col sindaco Alemanno che da una parte assicura che la criminalità non avrà tregua né scampo e il capogruppo del Pd regionale Esterino Montino che dall’altra parla di una Roma in mano alle bande. Nel mezzo l’orrore di un quartiere ancora sotto shock per un morto ammazzato.
 
 

[25-01-2012]

 
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