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Operazione antidroga, 39 arresti nel clan Casamonica

sequestro preventivo di beni immobili, autovetture e preziosi per 5 milioni di euro

Una vasta operazione antidroga condotta da Polizia e Carabinieri ha portato all'arresto di 39 persone, molte di queste legate al clan dei Casamonica. Per la distribuzione delle dosi era stato organizzato un vero e proprio sistema 'a pedaggio', con check point per pagamento e ritiro dosi, che si articolava su due strade parallele nella zona sud-est della Capitale. Non solo: era stato organizzato un sistema di vedette e telecamere. Il quartiere della Romanina, quartier generale della famiglia dei Casamonica, era stato di fatto militarizzato per permettere lo spaccio. Il sistema di video sorveglianza all'esterno era collegato all'interno delle case degli arrestati che da monitor controllavano la situazione. Le vedette invece si trovavano sui tetti all'ingresso delle strade, utilizzando delle fioriere per renderle più controllabili. In particolare nelle case, spesso sfarzose, il camino era sempre acceso per potersi disfare della droga in caso di arrivo di uomini delle forze dell'ordine. L'attività di indagine, scattata dal riesame di tutti i fascicoli riguardanti l'attività di spaccio dei Casamonica, ha portato alla scoperta di un sistema basato su meccanismi ben oliati. Gli illeciti guadagni, frutto del traffico di droga, venivano reinvestiti per ulteriori rifornimenti di cocaina ma soprattutto nell'acquisto di immobili, di autovetture di grossa cilindrata e per finanziare la lucrosa attività dell'usura. Per tale motivo, l'Autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo dei beni riconducibili agli arrestati. Si tratta di beni immobili (ville, terreni, 16 abitazioni), 36 autovetture, 20 orologi di pregio e conti correnti, depositi bancari e postali, per un ammontare complessivo di circa 5 milioni di euro.

Procuratore aggiunto Capaldo - "Con gli arresti di oggi - ha affermato il Procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo - abbiamo dato un segnale di efficienza e di volontà a reagire a fenomeni criminali che godono di apparente impunità".

Abbiamo restituito alla Capitale una fetta di territorio – ha aggiunto il colonnello Castello - Oggi gli abitanti erano felici nel vederci operare". “E’ stato dato un colpo mortale alla criminalità – ha detto Staffa – andando a toccare le risorse economiche”. “E’ forte la volontà – ha fatto eco Rizzi – di colpire i patrimoni di questi soggetti impedendogli così di proseguire nelle loro attività criminali”. Il blitz è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte, tra gli altri, il procuratore aggiunto e coordinatore della Dda Giancarlo Capaldo, il sostituto Roberto Staffa, il responsabile della squadra mobile, Vittorio Rizzi e il comandate dei carabinieri della compagnia di Frascati, Rosario Castello.
 
 

[24-01-2012]

 
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