La vicenda narrata è quella di Ippolito, punito da Euripide perchè dedito solo alla caccia e al culto di Artemide. Per vendicarsi la dea accende di desiderio la matrigna Fedra che s'innamora perdutamente del giovane, scatenando così una passione che culminerà nella morte di entrambi. Ippolito venuto a conoscenza della passione di Fedra fugge via, e la donna terrorizzata dall'idea che eglipossa disonorarla di fronte a Teseo e ai suoi figli, decide di uccidersi, lasciando una lettera nella quale lo accusa di averle usato violenza. Teseo, accecato dal dolore per la morte di sua moglie, dopo aver scoperto la lettera, maledice il figlio e lo bandisce dal suolo di Trezène.
Come spiega Mario Blanchi, quella di Euripide è una sublime indagine psicologica attraverso la quale il poeta esplora le profondità della natura umana. Se in Fedra è l'Eros a prendere il sopravvento, per Ippolito si tratta della castità, mentre Teseo è mosso dall'ira per l'onore ferito. Il comportamento dei protagonisti ci insegna che in quanto vittime, devono essere compresi e giustificati nei loro eccessi e nelle loro debolezze.
Per il regista quindi, Euripide sembra dirci che non esiste un bene e un male, un giusto e un ingiusto. Passione e castità sono entrambi necessari all'equilibrio della natura umana.
Teatro Sala Uno
Piazza San Giovanni in Laterano 14
Dal 31 gennaio al 5 febbraio 2012
Ore 21.00
Domenica ore 18
Biglietto 13.00 euro
Per info e prenotazioni 06 7009329
[23-01-2012]
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