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Niente armi per la Muncipale

battaglia in Campidoglio per la riforma della polizia municipale

Sorprese dell’ultim’ora permettendo, il Campidoglio non dotera’ la polizia municipale di Roma di armi. La maggiornaza di centrosinistra si è spesso pronunciata a sfavore di questa ipotesi. Ma oggi in Campidoglio ci sara’ comunque battaglia. Torna all’ordine del giorno la votazione sulla riforma della polizia municipale, accantonata nel febbraio scorso, e attesa dalla categoria da molti anni. Un dibattito acceso in tutta Italia con evidenti contraddizioni, visto che i vigili sono armati in alcune città e in altre no.

A Roma in realta’ le armi le ha solo una piccola precentuale dei cosiddetti pizzardoni, quelli piu’ anziani, che furono assunti prima degli anni 70, i cosiddetii anni di piombo, quando il comune decise di dire basta con le armi a chi doveva principalmente vigilare sulla regolairta’ del traffico.

Ma oggi Udc e An propongono incremento delle unita’ e armamento completo, con tanto di spray antiaggressione e pistola, come richiesto dal sindacato sulpm che sottolinea l’aumento della criminalita’ negli ultimi 20 anni del 45% e delle aggressioni ai propri iscritti . Una polizia moderna, chiede il sindacato. Ma la modernita’ proposta dagli assessori alla sicurezza Touadi e al personale D’Ubaldo, probabilmente si limitera’ a ricetrasemttitori, sistema radio digitale per emettere multe velocemente e trasmettere immagini in caso di pericolo. Sempre che i consiglieri di centrosinistra non raccolgano, contro le previsioni, l’appello bipartisan del sindacato che vuole impugnare, oltre ala radiotrasmittente, anche la pistola.

[14-05-2007]

 
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