«God» (Dio) è la targa che distingue le lussuose auto guidate da Kim Schmitz, alias Kim Dotcom, il guru del file-sharing finito in manette in Nuova Zelanda nell'ambito di una maxi operazione anti-pirateria informatica condotta dal Fbi.
Nato in Germania 37 anni fa, Schmitz, conosciuto anche con i nick di battaglia Kimble, Kim Tim Jim Vestor e quello più celebre «Dr Evil», è diventato miliardario grazie al network Megaupload e ai suoi affiliati, primo fra tutti Megavideo, che secondo le autorità Usa hanno prodotto almeno 500 milioni di dollari di danni per violazione del copyright, e altri 175 milioni in procedimenti legali da parte delle compagnie coinvolte.
L’ideatore di Megaupload rischia ora parecchi anni di carcere, per violazione del copyright, associazione a delinquere, riciclaggio e altri reati connessi. Non è la prima volta che Schmitz si trova nei guai: in passato è stato condannato per reati di pirateria informatica, insider trading, frodi con le carte di credito.
Megaupload, nella top ten dei siti più frequentati al mondo, è stato chiuso, e i 150 milioni di utenti registrati rimarranno a secco di file gratuiti, almeno per un pò. Il sito offre spazi gratuiti per il caricamento di file, e guadagna enormi somme con la pubblicità e la possibilità di scaricare contenuti a una velocità maggiore.
IN ITALIA - Circa 6 milioni di persone utilizzano i cyberlocker come Megaupload.com e Megavideo.com, entrambi chiusi dall'Fbi. A fornire il dato è la Fimi (Federazione industria musicale italiana), specificando che Megaupload era di gran lunga il cyberlocker più usato, con circa 1,7 milioni di utenti, contro i 990mila di eMule. Tra i servizi potenzialmente illegali utilizzati per scaricare musica e altri contenuti digitali, i cyberlocker sono preceduti solo da BitTorrent, con 8 milioni di utenti.
Al terzo posto troviamo i servizi di p2p con 1,2 milioni di utenti. Solo nel 2011, i file disponibili sui principali cyberlocker, segnalati da siti pirata italiani, erano più di 800mila, con il rischio di generare decine di milioni di download illeciti.
Per consigli o segnalazioni scrivete a: tecknologie@corriereromano.it
Stefano Soriano
[20-01-2012]
Pus[21-01-2012 10:22:45]
Ma questa gente crede veramente che la repressione da sola basti?! Credevo che fosse ormai un dato sicuro il fatto che, senza alternative legali, le persone continueranno sempre e comunque a cercare modi illegali di fare le cose. Vogliamo parlare dello streaming legale? In Italia è arretrato, le pay tv la fanno da padrone: è ora che la rete si liberi da queste restrizioni altrimenti ne spunteranno altri cento di Megaupload (che, comunque, mi manca).


