Quel che trovo orrendo è leggere sui giornali e sui social network commenti grondanti sdegno e raccapriccio unicamente nei confronti di quest'uomo che, ripeto, deve essere punito. E così sarà.
Ma le responsabiità di ciò che è accaduto non sono solo di quel disgraziato.
Le colpe sono ben più diffuse ma sull'onda dello sdegno generale si sta cercando di incanalarle tutte nella figura del "mostromo" Schettino.
Mentre tv, radio, web, giornali, giornalisti si preoccupano di linciare il Mostromo e cercare nuovi salvatori della patria, tutti si dimenticano che quando succede una catastrofe di questo tipo la colpa non è mai di uno solo.
Ormai si è capito che il cosiddetto "inchino" all'isola da parte di quella nave fosse una prassi consolidata, fatte decine, se non centinaia di volte. Se venerdì non fosse successo quel che è successo, nessuno si sarebbe indignato così tanto: a partire dal sindaco dell'Isola del Giglio, che ringraziava la costa del passaggio della nave sottocosta, divenuto una specie di tradizione. Quando, invece, avrebbe dovuto alzare la cornetta per chiamare la capitaneria di porto e avvertire che c'era una nave da crociera che cazzeggiava.
A proposito della capitaneria: assodata la capacità di comando di De Falco, mi chiedo come fosse possibile che, in tutti questi anni che si trova al comando del reparto operativo, non si fosse mai accorto delle manovre azzardate di questa nave da crociera. Perché se la Capitaneria era a conoscenza di questa "tradizione", allora ci sono delle responsabilità anche da quel pulpito; che ci sono in ogni caso, ossia anche se non ne era a conoscenza. In questo secondo caso vuol dire che l'attività di controllo della zona di competenza non è mai stata adeguata. E ciò è inaccettabile.
Passiamo alla Costa. Che ha, innanzitutto la responsabilità oggettiva non solo di aver scelto questo comandante che, nei tragici eventi che esso stesso ha causato, è stato incapace di agire adeguatamente; ma, anche, di non aver provveduto a stigmatizzarne i comportamenti in precedenza. Perché in nave il comandante è al vertice ma un responsabile della Compagnia c'è sempre, o almeno ci dovrebbe essere, per controllare quel che succede, per valutare come una nave viene governata. Il responsabile della compagnia avrebbe dovuto denunciare le continue manovre disinvolte e rischiose di Schettino alla Costa ma, al momento, non mi sembrano siano venute fuori.
Che dire degli altri ufficiali? Compresi quelli eroici che hanno fatto in realtà solo il loro dovere di assistere fino alla fine i passeggeri, perché non hanno mai denunciato le manovre azzardate di Schettino? Qualcuno di loro si è a sua volta mai azzardato a ricordare al Comandante i rischi nell'effettuare quella manovra? O magari tutti quanti ridevano e scherzavano con lui, infischiandosene altrettanto? Senza contare che molti, non tutti, hanno abbandonato di corsa la nave con Schettino
Schettino è il Mostromo di cui i media hanno bisogno per vendere sdegno a buon prezzo, ma non è l'unico responsabile di un disastro che poteva essere evitato, suo malgrado, se tutti gli altri avessero fatto la loro parte.
[18-01-2012]
fabridan[20-01-2012 10:24:43]
a parte tutto quello che è scaturito da una bravata di un comandante senza alcun senso di responsabilità, la cosa più sconcertante è che questo individuo con la complicità dei suoi subalterni presenti in quel momento in plancia, ha effettuato una manovra di avvicinamento della nave all'isola ad una velocità di 15 nodi cioè quasi 30 km l'ora, che sono all'incirca la velocità di crociera della nave in alto mare, per fare un'esempio è come se un'areo atterrasse sulla pista con la velocità di quota... sarebbe un disastro ! questo per dire che anche commettendo il gravissimo errore di rotta, urtando la secca, se la nave avesse navigato alla velocità di tre nodi, che rappresenta un limite più sensato considerando anche che la navigazione era notturna, sicuramente il danno non avrebbe causato l'affondamento, se non altro così rapidamente. la gravissima responsabilità è da addebitare più a come si è eseguita la manovra che alla manovra stessa ( l'inchino ). il tragico è che un comandante può condurre a folle velocità una nave di 290 metri piena di gente di notte, sulla scogliera... per far vedere quanto è bravo !!


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