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Boccea, il casolare del ritrovamento

si attende l'autopsia sul corpo del marocchino. In corso verifiche sul cellulare

La struttura abbandonata al chilometro 14 di via Boccea è immersa nel verde in un’oasi di pace e tranquillità. Qui, nell’estrema periferia romana, un gruppo di ragazzi organizza saltuariamente partite di “softair”, un gioco basato sulla simulazione di tecniche militari. E’ stato proprio uno di questi ragazzi a dare l’allarme dopo aver visto penzolare da un'altezza di circa quattro metri il corpo senza vita di Mohamed Nasiridel, marocchino di 30 anni ed uno dei due ricercati per il duplice omicidio di Torpignattara. L’edificio abbandonato è a poche centinaia di metri dalla strada, basta percorrere un viale sterrato per raggiungerlo senza problemi. Si può arrivare sul posto anche con i mezzi pubblici prendendo la linea Atac 025. Anche per questo i carabinieri presidiano ancora la zona per evitare che eventuali responsabili della morte del 30enne possano inquinare le prove.

Il casolare è stato posto sotto sequestro ma basta sporgersi da una delle finestre rotte per osservarne l’interno; si notano pesanti travi che sorreggono il soffitto e calcinacci sparsi sul pavimento. Al centro dell’edificio sono ben visibili decine di ganci di ferro, appeso ad uno di questi è stato ritrovato il corpo di Nasiri. Nell’estrema periferia romana, sperduta nel verde di via Boccea e a pochi metri dal casolare abbandonato, c’è anche la chiesa di Madonna di Loreto. Il parroco don Antonio è stato uno dei primi a giungere sul posto per benedire il corpo. Anche lui conferma di non aver visto nel casolare né una scala, né un appoggio per potersi issare a quattro metri di altezza.

Verifiche cellulare - Verifiche sono in corso sul cellulare del maghrebino trovato impiccato. Nel luogo in cui è stato ritrovato il cadavere del marocchino, sospettato di aver partecipato alla rapina costata la vita ad un cittadino cinese e sua figlia, infatti è stato rinvenuto anche il suo cellulare. Proprio dai dati del telefonino ritrovato potrebbero emergere elementi interessanti per rintracciare l'altro marocchino latitante. Le ricerche dei Carabinieri proseguono per individuare il secondo killer, con ricerche e controlli a tappeto in tutta Italia, ma anche all'estero. Non è escluso, però, che il marocchino, proprio come il suo complice suicida, sia stia nascondendo a Roma nei quartieri tra Casilino, Pigneto e Tor Pignattara, proprio nella zona dove è avvenuto il delitto.

 
 

[17-01-2012]

 
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