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L'Uomo dell'Anno

di Barry Levinson. Con Robin Williams, Christopher Walken

Tom Dobbs è un comico televisivo che, sotto il suggerimento del suo pubblico, decide di intraprendere la corsa alla Casa Bianca. Un errore nel computo dei voti gli conferisce la vittoria, ma la sua brillante ascesa al potere, coordinata dal manager Jack Menken, subirà una repentina caduta.

Affiancato da un cast formidabile, Robin Williams è chiamato a dare vita ad una commedia dal retrogusto amaro sulla fallacia del sistema politico, diretta dal regista Barry Levinson che sul finire degli anni ’80 aveva conosciuto la fama con pellicole di indiscusso valore come GOOD MORNING, VIETNAM e RAIN MAN.

Il pubblico americano non sarà affatto sorpreso dall’elezione di un personaggio televisivo alle più alte cariche dello Stato (Ronald Reagan, Arnold Schwarzenegger i precedenti), neppure nel caso si tratti di un comico. Purtroppo la comicità iniziale dello show televisivo lascia spazio ad una seria campagna politica che sembra redarguire chiunque abbia sperato in una commedia integrale e che si ritrova a fare i conti con un lavoro oscillante tra il comico e il tragico, con l’immancabile nota destabilizzante del thriller.

Levinson ha evidentemente sprecato un cast d’eccezione, un Christopher Walken notevole e un convincente Robin Williams in un progetto mutilo e discontinuo. Il film dimostra la sua concretezza nei primi venti minuti ma perde la possibilità di diventare la descrizione dolce-amara e grottesca del potere per contentarsi d’essere una prevedibilissima commedia.

*1/2

Narda Liotine

[13-05-2007]

 
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