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Cronaca Giudiziaria
 
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Omicidio Cohen, verso la richiesta di rinvio a giudizio

secondo gli investigatori il movente dell'omicidio č passionale

Dopo le avance subìte avrebbe confidato tutto al fidanzato. L’uomo, un dipendente in servizio dell’ex Sismi, accecato dalla gelosia, avrebbe ucciso Rafael Cohen. E l’ipotesi su cui stanno lavorando gli investigatori che indagano sull’omicidio del commerciante 74enne di origine ebraica ucciso lo scorso 13 giugno con un unico fendente al cuore nella guardiola del suo palazzo in via Lanciani, in zona Nomentana.

Cohen, dopo il fendente al petto inferto con un coltello a serramanico, si era accasciato a terra nella guardiola del palazzo morendo in pochi minuti. Secondo gli investigatori si è trattato di un colpo da professionisti, di chi sa usare le armi bianche. Sin dall’inizio era stata scartata la pista della rapina finita male poiché al commerciante non era stata rubato il portafogli. L’arma del delitto, invece, non è stata mai ritrovata.

La donna indagata che lavorava come commessa in uno dei negozi della famiglia Cohen, secondo l’inchiesta, avrebbe subìto frequenti e pressanti corteggiamenti da parte dell’uomo. Il movente dell’omicidio sarebbe dunque la gelosia. Entro poche settimane la Procura potrebbe dunque chiudere le indagini con due richieste di rinvio a giudizio, nei confronti del presunto assassino e del complice femminile ritenuto responsabile di concorso in omicidio.

 
 

[10-01-2012]

 
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