Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 23 maggio 2012
 
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L'Acea Roma vince al fotofinish

Tucker croce e delizia mette il canestro della vittoria

Suda le proverbiali sette camicie la Virtus Acea Roma, impegnata in trasferta sull'ostico campo di Casale Monferrato per la quindicesima giornata del campionato di basket, ma alla fine porta a casa il terzo successo esterno stagionale.

C' è voluta una prova corale, con cinque uomini in doppia cifra ed un atteggiamento difensivo questa volta convincente, sia pure non palesato con continuità, per venire a capo di una formazione locale, la Novipiù, che in casa ha mietuto vittime illustri e che trova il canestro da tre punti con facilità a tratti disarmante.

Arrivati ad un inevitabile punto a punto, ai giocatori romani stavolta non è tremata la mano e nell'altalena di emozioni finale il penultimo tiro, quello di Tucker, è entrato per il 92-93 definitivo, mentre l'ultimo, disperato tentativo sul suono della sirena tentato da Temple, è uscito.

La Virtus era entrata in campo, come spesso accade in trasferta, piuttosto mollemente. Il diluvio di conclusioni dall'arco, tutte invariabilmente a segno, con il quale venivano accolti, costringeva Lardo al primo precoce timeout (13-4 dopo tre minuti), ed alla proposta di una zona 3-2 che contribuiva a sporcare la circolazione di palla dei locali, e consentiva il primo, parziale, recupero. 16-10 prima, e 27-23 alla fine del primo quarto, con Roma che cominciava a trovare i punti dei suoi lunghi, Kakiouzis e Slokar, autori di una partita sontuosa per impegno e precisione al tiro, anche se favorita dall'assenza, tra i locali, del lungo Namaka, in borghese a bordo campo.

Se in attacco le cose giravano discretamente bene, con Gordic prima e Mordente poi, in regia, prima del decisivo ingresso di Maestranzi, in difesa l'alternanza tra zona e uomo non sortiva gli effetti sperati, con i piemontesi ancora a segno dalla lunga distanza, trovando protagonisti ogni volta diversi: arrivavano punti, non proprio attesi, da Ferrero, Pierich, Chiotti, oltre a quelli prevedibili di Gentile, Temple e soprattutto Janning. Il secondo quarto scorreva veloce, con la Virtus sempre sotto, ma in contatto. Ottima la prova di Dedovic, autore già all'intervallo di 9 punti. La bomba di Kakiouzis per l'aggancio a 42 veniva vanificata dalla palla persa da Tucker sull'ultimo possesso, con il tempo che si chiudeva 44-42.

Era al rientro in campo dopo l'intervallo lungo che la Virtus poneva le basi per il successo finale. Un parziale di 13-2 portava i romani al 55-44, con Casale in grande difficoltà in attacco, e Roma che, forse per la prima volta in stagione, difendeva bene sul pick and roll, con gli aiuti e recuperi dei lunghi finalmente efficaci. I piemontesi però non ci stavano, e trovavano il proprio profeta nel playmaker Mustafa Shakur: 22 punti nel secondo tempo, ed una leadership indiscussa nel guidare i propri compagni al recupero, mentre l'Acea, dalla parte opposta, non sempre trovava la soluzione migliore, con Tucker colpevolmente autore di molte, non necessarie, forzature.

Il 61-68 col quale si chiudevano i primi trenta minuti di partita faceva presagire, inevitabile, un finale punto a punto, che si sarebbe puntualmente presentato. Ancora guidati dal formidabile Shakur, e avvantaggiati da qualche decisione arbitrale dubbia, i locali prima impattavano a 76, con ancora cinque minuti da giocare, e poi avevano ancora la forza di rientrare da un altro meno 6, questa volta con le bombe di Janning e Malaventura.

Ormai era battagia serrata: Shakur dalla lunetta per il vantaggio (86-85) Casale a 1'18"; risposta da tre di Maestranzi per il +2 Roma; ancora Shakur da tre per il controsorpasso; a 47" dalla sirena Dedovic dalla lunetta fa 2/2, ma Shakur si procura subito un fallo e riporta avanti i suoi. Sembra finita quando Maestranzi sbaglia, non di poco, da tre punti, e Shakur si presenta in lunetta per il 2/2 che significherebbe vittoria. Ma ne sbaglia uno, e sul possesso successivo Tucker si inventa il canestro decisivo da tre punti. Finisce sul ferro l'ultimo disperato tentativo di Temple, e Roma coglie una vittoria tanto bella quanto difficile.

Ci voleva proprio, per la stagione virtussina, un successo del genere. Una partita serrata, combattuta, anche spettacolare e dal punteggio alto. Quello che ha colpito positivamente è la dimostrazione, parsa evidente, da parte di tutti i giocatori, quest'oggi in promettente maglia bianca, di voler remare tutti dalla stessa parte, ad auspicabile conferma che forse la mela marcia era solo una. L'altra, o presunta tale, al secolo Nihad Dedovic, ha sciorinato una prestazione da 22 punti, con percorso netto al tiro, 9/9, e 28 di valutazione. Il suo mancato passaggio a Murcia, ufficialmente sfumata la trattativa, e il prossimo rientro di Datome, mette la Virtus in una impensabile situazione di abbondanza negli esterni.

E se appare ottimistico sperare in una qualificazione in extremis alle final eight di Torino, non è chiedere troppo ai ragazzi allenati da Lardo di proseguire su questa strada di voglia e intensità, unico e obbligato percorso verso i playoff.
Andrea De Paolis

15a giornata:
Casale Monferrato-Roma 92-93
Teramo-Milano 74-68
Cantù-Biella 66-61
Treviso-Venezia 67-68
Sassari-Siena 75-91
Caserta-Montegranaro 66-75
Cremona-Varese 69-61
Pesaro-Bologna 86-77


[08-01-2012]

 
 
 
 
Commenti
  • Alato[11-01-2012 12:33:29]

    Stasera, mercoledì 11 gennaio, scenderà sul parquet di Viale Tiziano, per l'ultima partita del girone d'andata della regular season, visto che domenica prossima Roma osserverà il suo turno di riposo, Pesaro, reduce da due brillantissime vittorie contro Bologna ed addirittura a Siena. La partita si prospetta molto complicata, specialmente sul perimetro dove i marchigiani dispongono di due abili play maker e prepotenti penetratori (Hickmann e Hackett) e due straordinari tiratori dall'arco e dalla media (White, il capocannoniere della scorsa stagione a Sassari, e la vecchia volpe Jones, particolarmente motivato quando scende a Roma ed abilissimo rimbalzista). La chiave dovrebbe essere la stessa messa in campo a Casale: attacco sul pitturato, con Slokar sicuramente più tecnico rispetto a Lydeka e Crosariol che potrà dare minuti di riposo allo sloveno, senza doversi scontrare con un suo antagonista in nazionale, quel Cusin che stasera non giocherà a causa di un infortunio. A Pesaro mancheranno alternative tra i lunghi, a parte Flamini, e, pertanto, la VIRTUS dovrà attaccare in area, farsi fischiare falli e mettere in difficoltà i pesaresi. La seconda chiave della partita sarà, chiaramente, la difesa, in specie sui loro tiratori che dovranno essere sempre marcati strettamente anche a costo di qualche fallo in più, tenuto conto della maggiore lunghezza del roster romano, anche non contando l'eventuale presenza, ancora in dubbio, di Gigi Datome. Buona partita a tutti e forza VIRTUS!

  • Alato[09-01-2012 12:03:51]

    Sul Corriere dello Sport e su alcuni siti di basket, stamattina si parla di una trattativa di Roma con Plaisted e con Skinner. I due centri sono già passati per i parquet nazionali, il primo in una fugace apparizione a Biella nel 2008, dove non ha lasciato alcun segno di sè, il secondo a Treviso lo scorso anno, quando ha ben figurato, specialmente a rimbalzo, ma l'anagrafe è impietosa, dice 35 (come Tonolli, Tucker, Kakiouzis e Mordente). Non mi sembrano prime scelte, ma almeno questo potenziale attivismo sul mercato dei lunghi testimonia che il team tecnico ha colto il primo e più grave problema della VIRTUS attuale, la mancanza di un gioco efficace e continuo sul perimetro, sia in attacco che, specialmente, in difesa. La speranza è che trovino di meglio, o che la società possa spendere qualche euro in più.

  • Alato[09-01-2012 10:24:36]

    L'atteggiamento difensivo e' stato, a dir poco, altalenante. Nel primo quarto la VIRTUS ha subito 27 punti, frutto di una pioggia di bombe lanciate dai piemontesi in piena liberta', quando la loro pochezza sul pitturato e l'indirettamente proporzionale precisione al tiro dalla lunga consigliava una marcatura stretta sul perimetro e una certa liberta' in area. A me e' piaciuta l'intensità complessiva del terzo quarto, specialmente in Dedovic, Maestranzi e Slokar, anche se va detto che lo sloveno e' stato facilitato dalla cronica debolezza dei lunghi di Casale. Tucker, come al solito nel bene e nel male, decisivo in circostanze davvero beffarde: contro Avellino ha giocato una grande partita con percentuali sontuose, ma ha sbagliato l'azione decisiva; ieri sera aveva le polveri bagnate, ma ha centrato dagli 8 metri abbondanti la palla del sorpasso e della vittoria. Il basket e' lo sport piu' bella al mondo anche per questo. Infine, capitolo Dedovic: prima di cantare vittoria sul rientro a casa del figliol prodigo, aspetterei qualche altra partita, nel dubbio che il ritorno di Datome, che dovrebbe togliergli un po' di spazio, possa intristirlo e riportarlo nostalgicamente ai bei tempi che furono con il suo compagno di ... pista. Un'ultima annotazione su Crosariol: anche nel ridente, specialmente per noi romani, Piemonte e' stato, a dir poco, deficitario, nei numeri (2 punti, 1 rimbalzo - sich!!!, 4 palle perse e 5 falli) ed aveva di fronte il peggior reparto lunghi della serie A, ma soprattutto nell'atteggiamento, facendosi fischiare nell'ultimo quarto due falli in un minuto, quando sapeva che il suo collega d'area era gia' gravato di quattro falli. A questo punto, tenuto conto della scelta societaria di tenere ancora Dedovic, l'ultima scelta dei stranieri, la fare cadere su un pivot USA, intimidatore d'area e gran rimbalzista, relegando Crosariol nel ruolo di undicesimo, facendolo marcire in panchina; troppe opportunita' gli sono state concesse, quasi tutte fallite o, peggio, lasciate cadere nella sua indifferenza. Least but not last, Shakur e' proprio forte, un vero regista, ma anche realizzatore e leader, uscito fuori alla fine, quando i duri cominciano a combattere!!!

 
 
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