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Rapina al Pigneto: trovata la borsa ma non l'arma del duplice omicidio

10mila euro nella borsa sottratta alla donna

L'arma ritrovata all'interno di una clinica per detenuti non è quella utilizzata dai killer nel corso della rapina al Pigneto. Contrariamente alle notizie diffusesi in un primo momento, si tratterebbe infatti di una pistola sequestrata dalla polizia alcune ore dopo l'omicidio nel corso di alcune perquisizioni.

I carabinieri hanno invece ritrovato la borsa sottratta alla moglie della vittima. La borsa era poco distante dal luogo del delitto. All'interno, oltre agli affetti personali, anche 10mila euro. I reperti, che sono stati sequestrati, sono all'esame del Ris. La donna, che nella tentata rapina ha perso anche la figlia di pochi mesi, è ancora ricoverata all'Ospedale San Giovanni e tenuta sotto sedazione. Il ritrovamento è avvenuto durante le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e quelli della Sezione Crimini Violenti del Ros.

La ricostruzione - Dopo aver chiuso il bar che fa anche operazioni di money transfer, Zhou Zeng, commerciante cinese di 31 anni, mercoledì scorso, stava tornando a casa insieme alla moglie quando due persone in sella a uno scooter sono arrivate in via Giovannoli. La coppia cinese era davanti al portone della abitazione, a pochi metri dal negozio, quando uno dei due rapinatori ha urlato: "Dammi la borsa", puntando la pistola al volto della donna. Una rapina con molta probabilità premeditata. Il marito, che teneva in braccio la figlioletta, ha reagito e i due killer hanno risposto con il fuoco: un unico sparo, di un revolver di grosso calibro che ha trapassato il cranio della bambina e poi, essendo molto ravvicinato, ha colpito anche il padre al cuore, come ha accertato l'autopsia. Padre e figlia sono morti in pochi minuti. La donna è stata ricoverata all'Ospedale San Giovanni Addolorata.

SC
 
 

[06-01-2012]

 
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