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J. Edgar

di Clint Eastwood. Con Leonardo DiCaprio, Noami Watts, Armie Hammer

di Svevo Moltrasio

Direttore dell’FBI dal ’24 fino al ‘72, anno della sua morte, Edgar J. Hoover ha lavorato sotto otto diversi presidenti, restando sempre al centro delle vicende più importanti del suo paese. Sarà lui stesso a raccontare la sua storia in una biografia più o meno veritiera.

L’infaticabile Clint Eastwood torna in sala con una pellicola scritta da Dustin Lance Black, già autore di MILK, e per la prima volta collabora con Leonardo DiCaprio, qui protagonista assoluto. Il film in patria in linea con le produzioni del regista è andato incontro a modesti incassi al botteghino, mentre la critica, ancora una volta dopo il precedente HEREAFTER, lo ha perlopiù pesantemente stroncato.

Eastwood racconta cinque decenni di storia americana dal punto di vista di un personaggio che è stato dietro a innumerevoli episodi cardine della vita politica e sociale del paese. Direttore dell’FBI dagli anni 20 fino ai 70, Edgar J. Hoover è stato pioniere nell’evoluzione delle indagini investigative e, di conseguenza, conoscitore in maniera più o meno lecita di segreti riguardanti le figure americane più rappresentative. Eastwood imposta il film sulla parola sin dalle primissime battute, con una narrazione sviluppata quasi esclusivamente su lunghi monologhi e dialoghi, per un racconto articolatissimo che viene poi smentito in pochi secondi. Il resoconto di un’epoca è per il regista l’ennesima occasione per esprimere l’impossibilità di rappresentare una verità, che sia storica o anche solo umana.

Gli andirivieni nel tempo, dalla giovinezza alla vecchiaia del protagonista, non servono a mettere a fuoco il personaggio né tanto meno la realtà che lo circonda. Per la prima volta, nel cinema dell’autore, la menzogna è raccontata direttamente dal protagonista, rappresentato comunque con tutta la delicatezza e l’equilibrio che contraddistinguono lo stile del regista. A Eastwood bastano poche scene per dare colore ai suoi personaggi, e il disincanto e la cupezza del mondo circostante sono sapientemente bilanciati dai tocchi commoventi che riserva la vita privata del protagonista, interpretato magnificamente da DiCaprio. Dopo una serie di pellicole unanimemente apprezzate, Eastwood sembra stia tornando nella sua naturale dimensione, quella che per anni l’ha relegato tra gli autori più sottovalutati.
 



votanti: 8
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[04-01-2012]

 
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