Giornale di informazione di Roma - Giovedi 18 dicembre 2014
 
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Roma dice addio alle final eight

L'Acea si sveglia tardi e perde 83-75

Quando Marco Mordente, ad un minuto dalla fine, con la Virtus sotto di due e palla in mano, la scaglia nella prima fila del parterre sotto canestro, in un vano tentativo di servire il presunto tagliante Dedovic, è come se apponesse la coccarda dorata sul pacco regalo accuratamente confezionato dalla squadra romana durante i 39 minuti precedenti.

Sì, perchè Roma si è ostinatamente rifiutata anche solo di pensare di vincere questa partita a Milano, ed alla fine, come era logico che fosse, l'ha persa.

Il tardivo recupero, partito dal massimo svantaggio (-18, 67-49 al 27'), ed arrivato all'azione sopra descritta, non fa che aumentare il rammarico per una sconfitta sulla quale incidono pesantamente le scelte di Lino Lardo, questa volta a nostro avviso tutt'altro che impeccabile nella gestione della gara.

Già nel primo quarto, infatti, veniva prematuramente sfoderata quella zona tre-due che si sarebbe rivelata un'arma a doppio a taglio, e che sarebbe stata abbandonata definitivamente solo nel finale, in coincidenza proprio col parziale del quasi aggancio. Una zona che se da una parte ha favorito la marea di palle perse milanesi (15 alla fine), dall'altra ha concesso ai padroni di casa un'infinità di rimbalzi offensivi, forieri spesso di conclusioni vincenti dalla lunga distanza.

Chiamato un time out dopo appena due minuti di gioco, Lardo rinunciava alla marcatura a uomo, subendo come detto a rimbalzo, ma trovando in attacco un Crosariol versione lusso, autore dei primi sette punti romani. Il primo quarto, veloce nello scorrimento, terminava con Milano sopra di due (21-19) e vedeva protagonista in negativo Clay Tucker, autore di ingenuità su entrambi i lati del campo.

Nel secondo quarto il primo allungo di Milano portava la firma di due inattesi protagonisti, uno che non lo è mai stato finora, Filloy, ed un altro che forse lo sarà in futuro, Radosevic. Roma li guardava con ammirazione, e i due fatturavano in pochi minuti 16 punti collettivi, equamente ripartiti. Il più dodici al 18' (42-30) era firmato dal grande ex della partita, Jacopo Giachetti, forse per questo lasciato tirare, con molto spazio e meritata deferenza, indisturbato dall'angolo.

Ma era al rientro in campo dopo l'intervallo lungo che la Virtus subiva l'ulteriore break, che l'avrebbe alfine condannata. Ancora pervicacemente a zona, lasciato colpevolmente in panchina per troppo tempo Crosariol, l'Acea continuava a subire a rimbalzo, e quando i big meneghini, i vari Mancinelli, Cook, Gentile e Fotsis, continuavano l'opera iniziata dalle seconde linee, sparando ripetutamente, e con successo, dall'arco dei 6,75, il distacco cominciava a farsi pesante, toccando in più occasioni quel -18, insuperata soglia del deficit romano.

Se era stato il prossimo partente Nihad Dedovic a tenere a galla la Virtus nel periodo peggiore (concluderà la partita, e forse l'esperienza romana, con 15 punti, alcuni di pregevole fattura), quando ormai la gara volgeva al termine era Clay Tucker a riscattare una prova sino ad allora assai deludente. Dodici punti in fila, coincidenti con i ritorni di Crosariol e della difesa individuale, impreziosita da alcune inaspettate perle di Tonolli (stoppata con recupero a Mason Rocca), consentivano il break che risvegliava anche l'assopito pubblico milanese, improvvisamente alle prese con l'idea di perdere l'imbattibilità casalinga. Ma la citata visione mistica di Mordente, ed il successivo benevolo fischio a vantaggio di Bourussis che faceva 2/2 dalla lunetta, chiudevano di fatto la partita, data per morta e invece quasi resuscitata.

Ma siamo alla Befana, e non a Pasqua, e così i due punti se li prende Milano, mentre Roma rinuncia definitivamente all'ambizione di accedere alle final eight di Torino, temibile preludio di quello che potrà succedere a maggio.
In attesa del ritorno in campo, fissato per domenica alle 18.15 sul bollente campo di Casale Monferrato (diretta tv Romauno), si attendono sviluppi sul caso Dedovic, ormai prossimo ad accasarsi a Murcia in Spagna, ma tenuto in "ostaggio" da Toti, in attesa del rientro dall'infortunio di Gigi Datome. Visto il Dedovic di queste ultime due partite, gli appassionati romani si aspettano, vanamente, un epilogo del tutto diverso.
Andrea De Paolis

14a giornata:
Milano-Roma 83-75
Siena Pesaro 75-78
Avellino-Cremona 64-62
Bologna-Casale 70-62
Biella-Sassari 73-78
Varese-Treviso 96-80
Montegranaro-Teramo 65-73
Venezia-Caserta 79-74
riposa Cantù

[04-01-2012]

 
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