Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 23 maggio 2012
 
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Roma dice addio alle final eight

L'Acea si sveglia tardi e perde 83-75

Quando Marco Mordente, ad un minuto dalla fine, con la Virtus sotto di due e palla in mano, la scaglia nella prima fila del parterre sotto canestro, in un vano tentativo di servire il presunto tagliante Dedovic, è come se apponesse la coccarda dorata sul pacco regalo accuratamente confezionato dalla squadra romana durante i 39 minuti precedenti.

Sì, perchè Roma si è ostinatamente rifiutata anche solo di pensare di vincere questa partita a Milano, ed alla fine, come era logico che fosse, l'ha persa.

Il tardivo recupero, partito dal massimo svantaggio (-18, 67-49 al 27'), ed arrivato all'azione sopra descritta, non fa che aumentare il rammarico per una sconfitta sulla quale incidono pesantamente le scelte di Lino Lardo, questa volta a nostro avviso tutt'altro che impeccabile nella gestione della gara.

Già nel primo quarto, infatti, veniva prematuramente sfoderata quella zona tre-due che si sarebbe rivelata un'arma a doppio a taglio, e che sarebbe stata abbandonata definitivamente solo nel finale, in coincidenza proprio col parziale del quasi aggancio. Una zona che se da una parte ha favorito la marea di palle perse milanesi (15 alla fine), dall'altra ha concesso ai padroni di casa un'infinità di rimbalzi offensivi, forieri spesso di conclusioni vincenti dalla lunga distanza.

Chiamato un time out dopo appena due minuti di gioco, Lardo rinunciava alla marcatura a uomo, subendo come detto a rimbalzo, ma trovando in attacco un Crosariol versione lusso, autore dei primi sette punti romani. Il primo quarto, veloce nello scorrimento, terminava con Milano sopra di due (21-19) e vedeva protagonista in negativo Clay Tucker, autore di ingenuità su entrambi i lati del campo.

Nel secondo quarto il primo allungo di Milano portava la firma di due inattesi protagonisti, uno che non lo è mai stato finora, Filloy, ed un altro che forse lo sarà in futuro, Radosevic. Roma li guardava con ammirazione, e i due fatturavano in pochi minuti 16 punti collettivi, equamente ripartiti. Il più dodici al 18' (42-30) era firmato dal grande ex della partita, Jacopo Giachetti, forse per questo lasciato tirare, con molto spazio e meritata deferenza, indisturbato dall'angolo.

Ma era al rientro in campo dopo l'intervallo lungo che la Virtus subiva l'ulteriore break, che l'avrebbe alfine condannata. Ancora pervicacemente a zona, lasciato colpevolmente in panchina per troppo tempo Crosariol, l'Acea continuava a subire a rimbalzo, e quando i big meneghini, i vari Mancinelli, Cook, Gentile e Fotsis, continuavano l'opera iniziata dalle seconde linee, sparando ripetutamente, e con successo, dall'arco dei 6,75, il distacco cominciava a farsi pesante, toccando in più occasioni quel -18, insuperata soglia del deficit romano.

Se era stato il prossimo partente Nihad Dedovic a tenere a galla la Virtus nel periodo peggiore (concluderà la partita, e forse l'esperienza romana, con 15 punti, alcuni di pregevole fattura), quando ormai la gara volgeva al termine era Clay Tucker a riscattare una prova sino ad allora assai deludente. Dodici punti in fila, coincidenti con i ritorni di Crosariol e della difesa individuale, impreziosita da alcune inaspettate perle di Tonolli (stoppata con recupero a Mason Rocca), consentivano il break che risvegliava anche l'assopito pubblico milanese, improvvisamente alle prese con l'idea di perdere l'imbattibilità casalinga. Ma la citata visione mistica di Mordente, ed il successivo benevolo fischio a vantaggio di Bourussis che faceva 2/2 dalla lunetta, chiudevano di fatto la partita, data per morta e invece quasi resuscitata.

Ma siamo alla Befana, e non a Pasqua, e così i due punti se li prende Milano, mentre Roma rinuncia definitivamente all'ambizione di accedere alle final eight di Torino, temibile preludio di quello che potrà succedere a maggio.
In attesa del ritorno in campo, fissato per domenica alle 18.15 sul bollente campo di Casale Monferrato (diretta tv Romauno), si attendono sviluppi sul caso Dedovic, ormai prossimo ad accasarsi a Murcia in Spagna, ma tenuto in "ostaggio" da Toti, in attesa del rientro dall'infortunio di Gigi Datome. Visto il Dedovic di queste ultime due partite, gli appassionati romani si aspettano, vanamente, un epilogo del tutto diverso.
Andrea De Paolis

14a giornata:
Milano-Roma 83-75
Siena Pesaro 75-78
Avellino-Cremona 64-62
Bologna-Casale 70-62
Biella-Sassari 73-78
Varese-Treviso 96-80
Montegranaro-Teramo 65-73
Venezia-Caserta 79-74
riposa Cantù

[04-01-2012]

 
 
 
 
Commenti
  • Alato[05-01-2012 13:28:44]

    Certo che non sono contento delle ultime tre stagioni, che vorrei vincere e ripetere quelle straordinarie gioie dell'aprile del 1983,quando ero uno dei 14mila che esultarono per il tricolore, e dell'anno successivo, quando esultai davanti alla TV per la vittoria in Coppa dei Campioni contro il Barcellona a Ginevra. Certo che preferirei godere di un altro spettacolo cestistico a Roma e magari farlo in un Palazzo piu' confortevole di quello, veramente imbarazzante, del Palatiziano. Ma per ottenere tutto cio' ci vogliono investimenti ed intelligenza, qualità che in questo momento scarseggiano a Roma. In realta', questa proprieta' ha fatto negli anni molti investimenti, alcuni sbagliati ed altri straordinari (Parker, Bodiroga, Pesic, Repesa), ora e' in grande difficolta', ma garantisce l'esistenza nella Capitale dello sport piu' bello che ci sia. Se arriveranno altri investitori, ben vengano se hanno la stessa capacita' economica, che Toti ha espresso nel passato, e la stessa sua passione, che e' indubbia. Ma finche' cio' non avverrà e non se ne intravedono i presupposti, io mi tengo stretto Toti, i suoi errori e la sua passione, magari chiedendogli ulteriori sforzi per mantenere e, ove possibile, migliorare le sorti della mia amata VIRTUS.

  • ibbyboy[05-01-2012 13:22:21]

    Sabatini, proprietario dell'altra Virtus, quella bolognese, ha da tempo, e pubblicamente, messo in vendita la società. Non mi sembra ci sia la fila. E se non c'è a Bologna, figuriamoci a Roma. Staremo a vedere. @ alato: concordo su tutto.

  • Alato[05-01-2012 13:14:13]

    Mi sembra veramente curioso che qualcuno chieda a qualcun'altro, legittimo proprietario di un bene, di venderlo ad un terzo che nemmeno a avanzato la proposta di acquisire quel bene. Piu' normale appare invocare a quel proprietario di acquisire ulteriori asset (in questo caso giocatori professionisti) al fine di ottenere i risultati che si e' prefissato e che ha offerto agli utenti (in questo caso gli abbonati, gli spettatori paganti e gli appassionati che acquistano prodotti con il marchio di quella proprietà). Questa e' la normale dialettica tra la dirigenza di una societa' sportiva e i suoi tifosi, mentre reclamare una cessione forzosa non e' prerogativa di noi appassionati, a cui rimane la possibilita' di disertare il Palatiziano in caso di divergenze con le scelte societarie.

  • ibbyboy[05-01-2012 12:54:59]

    Sabatini, proprietario dell'altra Virtus, quella bolognese, ha da tempo, e pubblicamente, messo in vendita la società. Non mi sembra ci sia la fila. E se non c'è a Bologna, figuriamoci a Roma. Staremo a vedere. @ alato: concordo su tutto.

  • malecon[05-01-2012 12:24:19]

    @ Alato: Grazie del consiglio... già fatto da tempo!!! L'obiettivo dovrebbe essere quello di vincere e non semplicemente fare da comprimaria. Se a te diverte una squadra così, fai bene a continuare ad andare a vederla. Io è da tempo che vedo scelte societarie sbagliate. Basterebbe che i proprietari annunciassero di voler mnettere in vendita la società e chissà, forse qualcuno interessato potrebbe uscir fuori.

  • Alato[05-01-2012 11:47:02]

    Mi sembra veramente curioso che qualcuno chieda a qualcun'altro, legittimo proprietario di un bene, di venderlo ad un terzo che nemmeno a avanzato la proposta di acquisire quel bene. Piu' normale appare invocare a quel proprietario di acquisire ulteriori asset (in questo caso giocatori professionisti) al fine di ottenere i risultati che si e' prefissato e che ha offerto agli utenti (in questo caso gli abbonati, gli spettatori paganti e gli appassionati che acquistano prodotti con il marchio di quella proprietà). Questa e' la normale dialettica tra la dirigenza di una societa' sportiva e i suoi tifosi, mentre reclamare una cessione forzosa non e' prerogativa di noi appassionati, a cui rimane la possibilita' di disertare il Palatiziano in caso di divergenze con le scelte societarie.

  • malecon[05-01-2012 07:34:57]

    Dopo tanti anni di anonimato, credo che l'unica cosa rimasta sia quella, non del cambio di allenatore, non del cambio di rosa, ma un passaggio di mano della proprietà!!! Solo così, forse, si potrà restituire a Roma una squadra degna rappresentante della Capitale.

  • Alato[04-01-2012 14:30:40]

    Caro Andrea, non sono d'accordo su Dedovic e sulla nostra speranza di vederlo ancora nel roster della VIRTUS. Il buon ventenne Nihad ha ricevuto molto dalla societa' e dai tifosi: un dignitosissimo ingaggio da professionista, sempre onorato a fine mese, la possibilita' di giocare, spesso nello 'starting five' nel campionato italiano e nell'Eurolega, anche nelle Top 16, l'affetto iniziale dei tifosi; il bosniaco ci ha ripagato con due gambe straordinarie, dono di natura, ma anche con una tecnica di tiro a dir poco 'personale' e relative percentuali dilettantistiche, un comportamento fuori dal campo quanto meno poco professionale e un atteggiamento sul parquet a volte veramente indisponente. Dopo Dasic, suo compare in pista da ballo, anche Dedovic dovrebbe fare le valigie e meditare su cosa significhi essere un atleta professionista, magari provando a fine allenamento cinquecento, mille tiri da tre, con un maestro che gli modifichi la tecnica. In un'ottica di 'moralizzazione' dello sport, sulla scia della rinuncia di Toti dell'offerta di sponsorizzazione del sito di incontri extraconiugali canadese, queste scelte rafforzano il ruolo di giocatori come Tonolli e Datome, esemplari in campo e fuori e veri e propri capitani morali e sostanziali della VIRTUS, e come Tucker e Mordente, professionisti impeccabili ovunque giochino. Stando alla partita di ieri sera, l'incomprensione Mordente - Dedovic, se pure decisiva, non va imputata a nessuno dei due; piuttosto, deve essere sottolineata l'ottima prova nell'ultimo quarto di Mordente in regia che testimonia, come rovescio della medaglia, la cronica mancanza di un play di ruolo nel roster virtussino, pari a quella di un centro intimidatore d'area e gran rimbalzista (clamoroso che il migliore romano a rimbalzo, dove si e' persa la partita, sia stato il grande 'Tonno'). A questo punto, persa la F8 e in attesa di una doppia sosta per la giornata di riposo e per lo spettacolo torinese della finale di Coppa Italia, appare doveroso che Toti, aiutato da Riva e Bonora, spenda i soldi che ha risparmiato per il mancato acquisto di Evans e che ha ottenuto dalla sponsorizzazione ACEA, completando il roster con un play/guardia e un centro USA (da acquisire anche in Lega2 - faccio qualche nome:Green da Barcellona, Hurdy da Pistoia e Thomas da Scafati), confermando il taglio di Dedovic ed a cui aggiungere anche quello di Slokar, per una scelta di tre USA e due comunitari. Ci ... leggiamo alla prossima puntata, per commentare la durissima trasferta di Casale, contro una squadra tra le piu' in forma del momento e che ha modificato il roster con un play fantastico (sich!!!) e dove mi aspetto un'altra sconfitta.

 
 
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