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Commercio, liberalizzazioni degli orari di apertura e chiusura

Confesercenti contraria. "Che il Lazio si opponga"

L'inizio dei saldi anticipato a giovedì 5 gennaio e la liberalizzazione deli orari di aperturi dei negozi. Il 2012 per commercianti e consumatori si apre con una piccola rivoluzione. Da oggi i titolari di negozi, ma anche supermercati, bar ristoranti ed altre attività commerciali potranno tenere la saracinesca aperta quando e quanto vogliono. E’ uno degli effeti contenuti nella manovra finanziaria, o meglio di un decreto legge varato nel luglio scorso. I comuni avranno 90 giorni di tempo per adeguare le singole normative al nuovo provvedimento. A Roma, è già tutto pronto. Sono 45.000 in città le attività commerciali interessate dalla nuova legge per un totale di 135 mila lavoratori.

Il provvedimento entra in vigore dopo l'approvazione del ddl 98 del 2011, approvato il 6 luglio scorso. L'assessorato alle attività produttive ha diramato una circolare al comando di polizia municipale, ai presidenti e ai direttori dei municipi relativa alla liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali.

CONFESERCENTI CONTRARIA - "La Regione Lazio impugni davanti alla Corte Costituzionale il provvedimento di liberalizzazione degli orari commerciali predisposto dal Governo". Propone il presidente della Confesercenti di Roma Valter Giammaria. "Si tratta di una scelta, a nostro avviso ,fondata sul piano formale - aggiunge - in quanto tutte le competenze del commercio, compresa quella degli orari, è una materia demandata costituzionalmente alle Regioni. C'è poi l'aspetto sostanziale della questione, orari completamente liberi favorirebbero un solo soggetto: la grande distribuzione dei centri commerciali a danno dei negozi di quartiere e dei mercati. Anche per questa strada si rischia di alterare il già precario equilibrio tra le diverse forme distributive e questo penalizzerebbe certamente le fasce più deboli dei consumatori". Giammaria ricorda inoltre che "che nel nostro territorio l'orario di esercizio è già libero (dalle 07.00 alle 22.00) e per le domeniche il centro storico e il litorale possono aprire tutto l'anno mentre il resto della città è aperta 10 mesi su 12. Peraltro, in nessun Paese europeo gli orari sono completamente deregolamentati. Ne vale l'argomento secondo il quale orari più lunghi favorirebbero il consumo. Per favorire il consumo - precisa Giammaria - bisogna intervenire con più coraggio sulla capacità di spesa delle famiglie dandogli maggiori risorse da investire in beni e servizi".

Retsa poi da discutere come affrontare il tema della quiete pubblica. In alcuni quartieri come Trastevere, Monti o Testaccio, veri e propri templi della movida romana, la liberalizzazione degli esercizi commerciali potrebbe creare problemi di caos e traffico. Argomento già nell’agenda di Davide Bordoni, assessore capitolino alle attività produttive, che convocherà dopo l’8 gennaio un tavolo con sindacati e associazioni di categoria.

 
 

[02-01-2012]

 
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