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Musicista picchiato a Monti, Bonanni aveva un tumore al cervello

i risultati della perizia medico legale. "La neoplasia ha inciso sull'attuale condizione clinica"

I risultati della perizia neurologica disposta dal Gip del Tribunale di Roma sullo stato di salute di Alberto Bonanni dimostrano che il musicista, aggredito nel giugno scorso nel rione Monti, ancor prima del pestaggio soffriva di una neoplasia maligna della serie gliale (una forma di tumore al cevello). Secondo la conclusione a cui è giunto il perito Natale Mario Di Luca "la neoplasia era già molto voluminosa, con esteso edema" e questo "assume valore di causa preesistente che, in concorso con le lesioni" provocate dal pestaggio  "ha inciso in maniera significativa sull'attuale condizione clinica".

Per il perito il trauma cranico provocato dall'aggressione pur essendo di "moderata entità" ha "realizzato una condizione di edema cerebrale diffuso" ed ha di fatto causato "l'attuale stato di coma poi evolutosi in stato vegetativo persistente". In un altro passaggio della relazione medico-legale, si spiega che le lesioni subite da Bonanni si sono "diffuse primariamente al volto, con coinvolgimento del parenchima encefalico".

Per l'aggressione sono indagati, con l'accusa di concorso in tentato omicidio aggravato, Carmine D'Alise, Christian Perozzi, Brian Bottigliero, Massimiliano Di Perna e Mario Biscossi. L'avvocato Fabrizio Gallo annuncia che chiederà al gip di far tornare in libertà il suo assistito, D'Alise. "Non ci sono più i presupposti -spiega l'avvocato Gallo- per il mantenimento del regime di custodia cautelare".
 
 

[28-12-2011]

 
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