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2011, un anno di cronaca

Il 2011 è stato un anno record per numero di sparatorie ed omicidi in città. L’anno che se ne va conta decine di agguati in strada e ben 34 omicidi, nel 2010 furono 23. Soprattutto in estate alle cronache risaltano una serie di aggressioni mortali, la maggior parte di queste in pieno giorno e in quartieri di Roma “insospettabili". L’escalation di violenza durante l’estate allarma la prefettura, secondo il prefetto Giuseppe Pecoraro gli agguati sono dovuti alla lotta di piccole bande per la spartizione degli affari illeciti nel territorio romano. Si tratta di conflitti a fuoco che vedono protagonisti piccoli malviventi e malavitosi della criminalità organizzata.

34 OMICIDI - Il primo agguato risale al 19 gennaio. Succede in periferia, al Prenestino. Angelo Di Masi, 44 anni, viene ucciso a colpi di pistola da due persone a volto coperto.
Tra i tanti agguati l’omicidio di Flavio Simmi, ucciso il 5 luglio con nove colpi di pistola, desta più scalpore degli altri perché il romano di 33 anni viene ucciso in pieno giorno, nel quartiere Prati, lontano dalla periferia. Sull’omicidio Simmi ci sarebbero due persone indagate, si segue sia la pista passionale che un movente legato ad una partita di droga sparita. Ci spostiamo a Morena dove il 23 agosto il 18enne Edoardo Sforna viene freddato con quattro colpi di pistola, uno solo va a segno ma risulta fatale. Il giovane aveva da poco compiuto 18 anni. Anche per l’omicidio Sforna le indagini sono ancora in corso, quanto al movente dell’omicidio, una delle piste seguite ha portato ad indagare negli ambienti dello spaccio della droga di zona. L’8 marzo avviene un macabro ritrovamento in via Ardeatina, all’altezza di via di Porta Medaglia. Viene rinvenuto in un prato il corpo mutilato di una giovane donna, senza testa né gambe. Sembra si tratti di un omicidio rituale. Anche su questo caso, ancora irrisolto, le indagini sono ancora in corso: la polizia ha anche diffuso le immagini del giubbotto nero indossato nel momento del ritrovamento e di un anello a fasce di metallo della vittima. Sul cadavere non sarebbero neanche state rilevate tracce di un altro Dna.

INCENDIO IN CAMPO ROM - La notte del 6 febbraio in un mini campo rom abusivo sulla via Appia scoppia un incendio. Nel rogo muoiono quattro bimbi: Sebastian, Patrizia, Fernando e Raul. L’episodio scatena nuove polemiche sulla sicurezza negli insediamenti abusivi della capitale.

MALTEMPO - Il 20 ottobre la città viene messa in ginocchio da un violento temporale. Le piogge si abbattono su Roma dalle prime ore del mattino. I trasporti vanno in tilt, le fermate delle metropolitane chiudono per allagamenti e le strade sono praticamente tutte bloccate dal traffico veicolare. Gli allagamenti ed il maltempo causano anche una vittima; all'Infernetto un cittadino cingalese muore annegato nel seminterrato della sua abitazione.

INCENDIO STAZIONE TIBURTINA - Il 24 luglio un violento incendio colpisce la stazione Tiburtina, le fiamme si propagano dalla sala degli apparati. Ci vogliono 15 ore per spegnere l'incendio. Lo scalo per alcuni mesi funziona a regime ridotto con parecchi disagi per i viaggiatori. Quattro mesi dopo, il 28 novembre, si inaugura la nuova stazione.

GIOCO EROTICO FINITO MALE - Il 10 settembre in un garage dell’agenzia dell’entrate un romano di 42 anni e due donne praticano un gioco erotico basato su di una tecnica bondage. Qualcosa però va storto e una ragazza di 24 anni perde la vita.

GIOVANE MUSICISTA PICCHIATO - Il 29 giugno un giovane musicista Alberto Bonanni viene selvaggiamente picchiato da un gruppo di ragazzi in pieno centro, nel quartiere Monti. Il movente dell'aggressione sarebbe un atteggiamento di "difesa del territorio" dei tre ragazzi di Monti. Alberto Bonanni è ancora in coma, per l'aggressione sono indagate, con l'accusa di concorso in tentato omicidio aggravato, cinque ragazzi. Il 28 dicembre i risultati di una perizia medico legale chiesta dal gip dimostrano come ci sia un nesso causale tra la patologia di cui soffriva Bonanni (un tumore cerebrale) e la persistenza del coma.

INCIDENTI SUL LAVORO - Il 2011 non è un anno positivo in tema di sicurezza sul lavoro. L'anno che se ne va conta purtroppo 35 morti bianche nel Lazio. 15 in più rispetto al 2010. L’ultimo incidente mortale sul lavoro è avvenuto in un cantiere edile in zona Anagnina il 25 novembre.

CRONACA GIUDIZIARIA - Per la cronaca giudiziaria ha fatto scuola in questo 2011 il caso del delitto della Contessa Alberica Filo Della Torre, uccisa nella sua villa il 10 luglio del 1991. Il fascicolo viene infatti riaperto dopo 20 anni a seguito dei risultati delle analisi del dna dei Carabinieri del Ris su alcuni reperti. I militari riescono ad isolare una traccia ematica su di un lenzuolo usato per strangolare la contessa. La traccia appartiene al domestico della villa, un filippino che dopo l’arresto, crolla e confessa l’omicidio. Il processo è veloce e il 14 novembre Manuel Winston Reyes viene condannato col rito abbreviato a 16 anni di carcere. Un altro caso giudiziario simile a quello dell’Olgiata è il delitto di Simonetta Cesaroni in via Poma. Il caso viene infatti riaperto dopo 20 anni e anche questa volta dopo le analisi del dna sui reperti conservati. Il processo d’Appello, iniziato il 24 novembre, vede imputato Raniero Busco, condannato in primo grado a 24 anni.

PACCO BOMBA EQUITALIA - Verso la fine dell’anno torna a Roma l’ombra del terrorismo. Vengono prese di mira le sedi della società di riscossione tributi Equitalia che ricevono due lettere esplosive. Il caso più grave risale al 9 dicembre nella sede di via Millevoi. Ad aprire il pacco bomba è il direttore dell’agenzia Equitalia Marco Cuccagna. L’uomo rimane gravemente ferito ad una mano.

SCONTRI A ROMA 15 OTTOBRE -
Chiudiamo questa rassegna dei fatti di cronaca del 2011 con una manifestazione. Quella degli indignados del 15 ottobre che è poi sfociata in gravi disordini e scontri a San Giovanni. Al momento dell’arrivo del corteo in piazza San Giovann un centinaio di giovani teppisti affrontano le forze dell’ordine lanciando delle bombe carta. Dalla parte “civile” del corteo si levano grida di protesta e si cerca di fermare i teppisti. Alla fine la conta dei danni è di circa 3 milioni di euro. I feriti sono 70. Vengono fermati decine di ragazzi, tra di loro ci sono anche dei minorenni. Il 17 novembre arriva una prima condanna per gli scontri, un 22enne dovrà scontare tre anni e quattro mesi per resistenza aggravata a pubblico ufficiale.
 
 

[28-12-2011]

 
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