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I costi della corruzione

per la Corte dei Conti l'Italia spreca sessanta miliardi di euro a causa della corruzione

Sessanta miliardi. Una cifra di tutto rispetto che il Paese potrebbe risparmiare se riuscisse a combattere la corruzione. Il dato non è nuovo e ieri l’ha confermato la Corte dei Conti per voce del suo Presidente Luigi Giampaolino, in audizione alla Camera.

L’Italia spreca ogni anno 60 miliardi a causa della corruzione annidata nella pubblica amministrazione, un dato in costante crescita che ha spinto il nostro Paese ancora più in basso nella speciale classifica sulla lotta al fenomeno. Dal 63° siamo scivolati al 69° accanto a Ghana e Isole Samoa. In Europa fanno peggio di noi soltanto Grecia, Romania e Bulgaria. In una scala che va da 0 a 10 conquistiamo un punteggio di 3,9, molto sotto la sufficienza. Eppure potremmo prendere esempio dai nostri vicini. La Germania che occupa il 14° posto e la Francia al 25°.

Ma il fatto ancora più grave è che in Italia manchi un organismo indipendente per il contrasto alla corruzione, come richiesto da Consiglio d’Europa e una nuova legge, dal momento che quelle varata dal Governo Berlusconi nel 2010  e approvata dal Senato, è ferma alla Camera dei Deputati e, cmq, non sarebbe sufficiente, secondo il nuovo guardasigilli Paola Severino.

La corte dei Conti, da sola riesce a recuperare solo in minima parte il danno subito. Nel 2010 solo 293 milioni. Il Lazio, dal canto suo, detiene il record del numero di citazioni in giudizio da parte delle procure regionali della Corte.
Corruzione significa maggiore debito pubblico, minori investimenti esteri e minore qualità delle opere realizzate. Danni che l’Italia non può più permettersi di pagare.

[21-12-2011]

 
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