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Sfruttavano madre e figlio disabili

arrestati due italiani. Rischiano una pena da 8 a 16 anni

Erano costretti a dar via la loro pensione, costretti a firmare assegni in bianco, costretti addirittura a chiedere l’elemosina in strada: vittime dell’ennesima storia di sfruttamento sono una madre e suo figlio, entrambi affetti da dabilità psichiche e residenti a Guidonia. Ad approfittare di loro due italiani, una donna di 50 anni e un uomo di 42.
 
L’incubo comincia un paio d’anni fa, quando muore il padre del ragazzo disabile. E’ a quel punto che i due aguzzini, vicini di casa, cominciano a puntare le povere entrate della donna e del ragazzo, entrambi membri della comunità ebraica. I due sfruttatori si guadagnano la loro fiducia, a tal punto da convincerli a gestire il denaro per loro. In realtà la storia era ben diversa. La pensione di invalidità del ragazzo, circa 500 euro, passava nelle mani degli aguzzini direttamente nell’ufficio postale. E i soldi venivano subito giocati in una sala bingo: a volte i due disabili venivano addirittura lasciati per ore nell’auto parcheggiata fuori.

Ma non è tutto. Insoddisfatti dei pochi soldi della pensione, la madre e il figlio disabile erano stati costretti a mendicare in strada. Ma le pressioni psicologiche erano talmente forti che per loro è stato impossibile ribellarsi.
Qualche giorno fa l’incubo è finito. Come al solito, i due sfruttatori hanno intascato la pensione delle due vittime e sono andati a giocarla: ma le banconote erano state segnate dalla polizia, e sono scattate le manette. Per loro il reato è di riduzione in schiavitù, rischiano una pena da 8 a 16 anni. Per quanto riguarda la madre e il figlio, invece, i due torneranno sotto la tutela della comunità ebraica, la prima ad accorgersi che qualcosa non andava e a parlare dei propri sospetti con la polizia.

[20-12-2011]

 
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