Giornale di informazione di Roma - Giovedi 29 settembre 2016
 
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Roma non sa pił vincere

anche Avellino passa al Palatiziano

Venivano da due sconfitte, l'Acea Roma e la Sidigas Avellino, che si sono affrontate questo pomeriggio al Palatiziano, per l'undicesima giornata del campionato di basket. Ma si trattava di due sconfitte completamente diverse: una, quella romana, rimediata senza un briciolo di dignità in quel di Treviso; l'altra, quella irpina, arrivata dopo aver lottato punto a punto contro i primi della classe del Montepaschi Siena, non senza una coda polemica, per un arbitraggio ritenuto, a ragione, nettamente favorevole ai toscani.

Tuttavia, una volta in campo, le differenze che si potevano immaginare alla vigilia, con una Virtus Roma tanto rabberciata, viste le assenze del tagliato Dasic e degli infortunati Datome e Maestranzi (solo in parte compensate numericamente dal debutto dell'usato sicuro, il greco Michalis Kakiouzis), non si sono viste. Con un energia questa volta encomiabile, Roma ha cercato in tutti i modo di restare attaccata al match, che il diabolico folletto Marques Green aveva cercato subito di indirizzare verso la propria parte (20 punti per lui solo nel primo tempo, chiuderà a 35 con 47 di valutazione), riuscendo ad agguantare anche il terzo supplementare della stagione (terza sconfitta), con un acrobatico canestro da tre di Tucker, peraltro viziato da una vistosa infrazione di passi.

Ma alla fine ha dovuto capitolare, e a nulla sono valse le consuete e plateali proteste del presidente Toti a fine partita contro gli arbitri, quando è evidente che la sua squadra non ha in sè la forza morale, prima ancora che tecnica, per vincere le partite, in casa o in trasferta che sia.
E' stato comunque un bello spettacolo di basket, sicuramente la migliore partita della stagione a viale Tiziano, grazie anche alla numerosa e rumorosa presenza dei tifosi irpini, che hanno dato i contorni di un vero e proprio derby ad una partita che è stata sempre sul filo del rasoio.

La chiave della partita è stato Marques Green. A nulla sono valsi i tentativi da parte di Lino Lardo di alternare la difesa sul piccolo americano: si cominciava con Dedovic, per finire a Gordic, il più tartassato, passando su un impotente Mordente. Timidi, e puntualmente puniti, gli accenni di zona tre due, attaccati sfruttando il post alto, nella persona di Linton Johnson, anche lui autore di una prova maiuscola (22 p. e 8 rimbalzi).
Partita con Tonolli in quintetto base, la Virtus ha cominciato bene, trovando punti con tutti i suoi uomini, in particolare Tucker e Crosariol, ma sbagliando troppo dalla lunetta (sarà una chiave della partita con 20/29, appena il 69%). Grande equilibrio nel primo quarto, con Green autore di 14 dei 24 punti coi quali Avellino chiudeva la frazione, contro i 22 dei romani. Stessa situazione nel secondo quarto, con Avellino sempre leggermente sopra nel punteggio, ma con Roma, che trovava punti anche dai lunghi, sempre in contatto, fino alla bomba del 45-43 con la quale Tucker mandava le squadre al riposo.

Il terzo quarto scorreva velocissimo, con Gordic preciso dalla distanza per il massimo vantaggio della partita (50-43). Ma non era aria di break, e Avellino si rifaceva presto sotto con il solito Green e con Ronald Slay assai preciso dall'arco (e poco contrastato sul pick and roll). Taquan Dean restituiva la pariglia a Tucker e sulla sirena del terzo quarto realizzava il canestro del più tre (67-70).

Ancora Tonolli in campo nel quarto tempo, capitano coraggioso, autore di una difesa convincente ma penalizzato dai falli. La sua uscita, a 4'30" dalla fine, con Roma sopra di uno, era il primo segnale della resa. L'Acea smetteva di attaccare e si affidava al tiro da tre come unica soluzione, mentre dall'altra parte, con un vero play in cabina di regia, sempilicissimi giochi a due regalavano punti facili. Quando Marques Green, a undici secondi dalla fine realizza i due liberi del più tre, Roma ha praticamente perso la partita: ma evidentemente ai biancoverdi non piace vincere facile, e anzichè il fallo che darebbe solo due tiri liberi, lasciano arrivare il pallone nelle mani di Tucker, che non prima di essersi liberato della marcatura con un passo di salsa, scocca il tiro da tre che porta le squadre all'overtime.

E qui Roma perde la partita per la seconda volta: ancora l'asse Green-Johnson consente agli irpini di issarsi a più cinque (90-95). Tucker, indomito, realizza due triple consecutive, che consentono addirittura il match ball ai romani: sotto di uno a 16 secondi dalla fine, Clay Tucker lascia passare quasi tutto il tempo, ma anzichè penetrare e portere a casa un quasi certo fallo, con relativi tiri liberi, prova ancora il tiro, ma questa volta sbaglia, dando il via alla festa della squadra biancoverde, in campo e sugli spalti, per il 96-99 finale.

Lardo cercava una prova di carattere dai suoi giocatori, e l'ha avuta. Ma per vincere le partite serve anche qualcos'altro, che Roma dimostra ancora una volta di non avere. Salgono a quattro le sconfitte arrivate in volata, i tre citati supplementari e la partita interna con Caserta, persa dopo essere stati sempre in testa. Se aggiungiamo che altre volte, ultima quella di Treviso, la squadra non scende proprio in campo, ecco che da qui alla fine della stagione, temiamo che le vittorie saranno davvero poche, anche perchè il morale, in questo cattivo dicembre, deve essere sceso davvero sotto i tacchi. Dopo Natale, il 27, l'Acea è attesa da una trasferta complicata a Teramo, con i locali anch'essi usciti battuti al supplementare, a Caserta, e per questo con il dente già così avvelenato, che non basteranno nè i torroni nè i panettoni ad addolcire nemmeno un pò.

Andrea De Paolis

11a giornata:
Roma-Avellino 96-99 dts
Treviso-Sassari 80-72
Milano-Montegranaro 88-72
Cremona-Pesaro 78-81
Bologna-Venezia 88-80
Caserta-Teramo 97-82 dts
Casale Monferrato-Cantù 68-65
Varese-Biella 79-73

[19-12-2011]

 
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