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Le idi di Marzo

di George Clooney. Con Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman

di Alessio Palma

Stephen Meyers è il giovane ma già capacissimo addetto stampa del governatore Mike Morris, candidato alla presidenza del Partito Democratico e impegnato in una difficile campagna elettorale in Ohio, stato chiave per la vittoria delle Primarie. Ma la fiducia nelle proprie capacità lo tradirà: l’incontro con il rivale Tom Duffy e la relazione intrecciata con una giovanissima stagista gli faranno capire che niente è come sembra, a cominciare da lui stesso.


Dopo l’incursione, un po’ fiacca, nella commedia romantica di IN AMORE NIENTE REGOLE, Clooney torna alle atmosfere di GOOD NIGHT AND GOOD LUCK: cinema d’ispirazione civile, dal taglio classico, tutto giocato sul gioco di squadra attoriale, tra cui Ryan Gosling  e Philip Seymour Hoffman, e su una regia sobria ma non per questo neutra o invisibile. Il film è liberamente tratto dalla pièce teatrale “Farragut North” di Beau Willimon, ispirata alla reale figura di Howard Dean.

Clooney
, con questa sua nuova opera, guarda indietro al cinema americano liberal degli anni ’70 e in particolare ad un film oggi da riscoprire come IL CANDIDATO di Michae Ritchie, con Robert Redford. La disillusione di fondo è la stessa di quell’epoca. Ne LE IDI DI MARZO non si salva nessuno, tutti i personaggi hanno una doppia anima, la fiducia nella capacità fattiva della politica è incrinata dalla constatazione amara che, dietro le quinte della competizione elettorale e dei proclami di facciata, pullulano giochi di potere, ambizione e impulsi sessuali.

Senza scivolare nel qualunquismo, Clooney è indubbiamente sincero in questa requisitoria condotta senza un’alzata di toni ma in costante sottrazione. Eppure il film, formalmente ineccepibile e comunque più interessante della media dei prodotti hollywoodiani, perde un po’ di slancio nella seconda parte, quando il susseguirsi dei ribaltamenti e dei colpi di scena diventa meccanico e lascia la sensazione di un eccesso di calcolo.  E, così facendo, non va a fondo come potrebbe nello smontare i rituali della politica-spettacolo degli Usa, assestando un colpo deciso solo contro il soffocante puritanesimo americano.

 



votanti: 5
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[14-12-2011]

 
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