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Gioco d'azzardo, aumentano le persone affette da ludopatia

soggetti pi¨ a rischio sono gli uomini, tra i 35 ed i 50 anni. Cresce il numero di persone dipendenti dal gioco d'azzardo

Cresce l'allarme legato alle ludopatie per chi non riesce a far meno del gioco d'azzardo; allo stesso tempo si moltiplicano le iniziative, come quella del Consiglio Nazionale degli Utenti dell'Agcom che ha chiesto di equiparare la pubblicità del gioco d'azzardo a quella del fumo, ossia vietarla. Aumenta anche il numero degli italiani che si rivolgono ai Sert per "disintossicarsi", i Monopoli (Aams) di concerto con i ministeri competenti e le Regioni, stanno lavorando ad un testo con le linee d'azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo.

La ludopatia può essere equiparata ad una malattia che a volte sfocia proprio in una disagio sociale come quello che ha portato martedì un agente di polizia a tentare di sequestrare un adolescente. Sempre a Roma, il 4 giugno scorso una mamma pur di giocare alle slot machines ha lasciato soli, per ore, i suoi gemellini di 11 mesi nel caldo torrido della macchina. In generale, sono le donne, in particolare quelle tra i 25 e i 45 anni, la categoria più a rischio (40%) per la dipendenza da gioco. Solo il 25% dei giovani fino a 21 anni è in pericolo ludopatia, mentre gli uomini tra i 35 e i 50 anni rappresentano il 35% dei soggetti a rischio. I dati del fenomeno "malati di gioco" evidenziano un problema che sta crescendo con l'aumentare dello sviluppo del settore, che continua a crescere a ritmi elevati: nei primi otto mesi dell'anno la raccolta è stata di 48,3 mld, con un +23,8% rispetto alle stesso periodo del 2010. Tra il 2003 e il 2010 la raccolta è stata di 309 miliardi, con una proiezione per il solo 2011 di ben oltre i 70 miliardi di euro finali. Ma non tutto è rose e fiori, tanto che il comparto ha destato l'interesse preoccupato anche dell'Antimafia, che ha evidenziato "costi sociali devastanti" di cui "nessuno si preoccupa veramente".

Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il 3% della popolazione adulta italiana, cioè 1,5 milioni di soggetti, è vittima di una esagerazione, cioè tende a porre il gioco al vertice delle priorità di vita. La maggioranza dei soggetti a rischio (il 32%) afferma di giocare esclusivamente per guadagnare, solo il 21% per divertimento.

[13-12-2011]

 
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