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Scoperti falsari di opere d'arte, truffato un nobile

scoperta un'organizzazione criminale che invecchiava finti reperti archeologici e li vendeva a collezionisti

Invecchiavano finti reperti archeologici per truffare sprovveduti collezionisti.  Dalle prime ore di questa mattina gli uomini del comando provinciale della guardia di finanza di Roma hanno messo fine a questo raggiro, fermando la banda di falsari.

Sette gli arresti e numerose le perquisizioni eseguite nei confronti degli appartenenti all’associazione a delinquere. Secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle, nella rete era caduto, in particolare, un collezionista che ha acquistato centinaia di reperti contraffatti. L’uomo aveva sborsato quasi 600.000 euro, oltre a consegnare beni di valore in permuta, tra cui mobili d'antiquariato e gioielli. Ingegnose le tecniche di contraffazione. Le opere, infatti, venivano invecchiate utilizzando apparecchi radiologici di cui disponeva un componete della banda, infermiere di professione.

Le sette persone arrestate dovranno rispondere di associazione a delinquere, contraffazione di manufatti falsi, rapina aggravata, lesioni e truffa. A capo della banda c'era un uomo molto conosciuto nell'ambiente e accreditato anche presso il ministero. L'uomo faceva da intermediario e da garante per la vendita delle opere presentando ogni volta al nobile collezionista proprietari di opere che potevano interessargli. I complici si spacciavano per curatori di musei o per proprietari di collezioni familiari pronti a vendere. I reperti, in realtà, erano contraffatti e venivano "invecchiati" attraverso le radazioni di macchinari oncologici di un ospedale della provincia di Roma grazie a un infermiere dell'Ares 118 finito in manette. La banda si offriva anche di restaurargli delle opere, consegnandogli poi delle riproduzioni.

Ad aprile 2010, dopo l'ultimo acquisto la vittima a iniziato ad avere perplessità sull'autenticità delle opere acquistate. E proprio in quei giorni i suoi dubbi sono aumentati. Due uomini hanno messo a segno, infatti, una violenta rapina nel suo Palazzo in pieno centro storico, rubando proprio uno dei vasi che l'ultimo collezionista con cui aveva trattato gli aveva chiesto con insistenza. Durante il "colpo" l'uomo è stato legato e picchiato. Poco dopo il nobile è stato vittima di alcune aggressioni da parte di due due membri della banda, di cui uno ex pugile, finendo anche in ospedale. A quel punto ha deciso di denunciare l'accaduto. Nel corso delle perquisizioni i finanzieri hanno sequestrato oltre 2mila opere originali di interesse archeologico.

[13-12-2011]

 
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