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Luneur, ancora proteste per la mancata apertura

giostrai ed associazioni di cittadini in piazza. Oltre 1700 firme raccolte per la riapertura

Taglio del nastro e applausi. Il Luneur riapre i battenti, anzi, no. Dopo tre anni e mezzo di chiusura oggi, 8 dicembre, il parco divertimenti più antico d’Italia sarebbe dovuto tornare operativo come “family park”  (parco giochi per bambini da 0 a 12 anni). Questo almeno quanto stabilito nel progetto presentato ad Eur spa (propietario dell’area) da Cinecittà holding (società vincitrice della gara d’appalto dopo la scadenza della concessione al gruppo Luppro). Niente da fare. Il parco è ancora fatiscente. La nuova apertura è fissata per il prossimo aprile 2012. A turbare i lavoratori, ancora senza occupazione, c'è il contratto di locazione tra Eur Spa e Cinecittà Entertainment, che a detta degli stessi operatori, prevederebbe accordi differenti da quelli stabiliti nel bando di gara.

A prendere parte alla singolare forma di protesta una cinquantina di giostrai e associazioni di quartiere che chiedono al Campidoglio di "rispondere a una mozione presentata in Consiglio comunale che chiede chiarimenti sulla mancata apertura del Luneur". Tra loro c'è anche Saverio Pedrazzini, 56 anni, una vita passata al Luneur a gestire l'attrazione principale, ovvero la ruota panoramica: "Il presidente del XII Municipio Pasquale Calzetta - spiega - ci ha fatto sapere che per motivi burocratici la cerimonia di apertura è spostata al 21 aprile. Basta con questo giochetto. Anche una sentenza del Tar di otto mesi fa ha detto che noi operatori siamo oggetto di salvaguardia nel bando di gara che poi è stato però stravolto. Rivogliamo il Luneur, rivogliamo che le nostre giostre riprendano a funzionare e a far sognare grandi e piccini". Presente anche il consigliere regionale del Pd Enzo Foschi: "Abbiamo presentato e approvato in Consiglio regionale una mozione bipartisan sul Luneur. È scandaloso che l'assessore Bordoni abbia preso impegni coi lavoratori e non li abbia rispettati. Quest'area e anche quella limitrofa delle Tre Fontane, sta degradando e si rischia una speculazione perchè mancano progetti. Ci attiveremo in tutte le sedi".

Oltre 1700 firme sono state raccolte in un mese per chiedere la ripresa dell’attività. Firme che saranno presto consegnate al sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
 
 

[08-12-2011]

 
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