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Municipi in rivolta, la manovra cancella stipendi e indennità

Belviso: "così si distruggono le politiche territoriali"

Tagli ai costi della politica fa rima con tagli ai municipi, che non significa solo ridurre il denaro a disposizione delle circoscrizioni cittadine, ma anche azzerare gli stipendi di Presidenti e consiglieri municipali. A prevederlo è la bozza del decreto ‘Salva Italia’ del governo Monti, dove si legge che tutti coloro che lavorano in enti non previsti dalla costituzione non hanno diritto ad uno stipendio. I municipi, nel caso specifico, nella costituzione non ci sono. Dunque i presidenti e i consiglieri dal gennaio potrebbero ritrovarsi a dover fare gratis il loro lavoro.

"Gli portiamo le chiavi dei municipi -dice Andrea Catarci, presidente dell'XI Municipio- provassero loro a governare perché a noi di fatto ce lo hanno impedito".

"È irragionevole voler distruggere le politiche territoriali capitoline con scelte che, se fossero confermate, risulterebbero miopi e non rispondenti alle esigenze dei cittadini. -dice il vicesindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso- I municipi sono gli enti preposti a dare risposte primarie ai bisogni della comunità, privarli di tale ruolo, colpendo i loro amministratori che svolgono un lavoro costante che li impegna assiduamente, sarebbe un'assurdità".

"Mi auguro che non siano confermate le voci che annullerebbero il ruolo dei consiglieri municipali di Roma. E’ quasi banale ricordare che un municipio romano è più grande di una media città italiana di provincia, e più popoloso di molti capoluoghi. -dice il presidente della Commissione Bilancio di Roma Capitale, Federico Guidi - Sarebbe quindi paradossale che, per risparmiare pochi spiccioli di fronte alla complessità della crisi, si vada a colpire l’organo di rappresentanza più diretto e vicino ai cittadini, oltre che assolutamente necessario per una metropoli come Roma".
 
 

[07-12-2011]

 
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