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Almanya - La mia famiglia va in Germania

di Yasemin Samdereli.Con Vedat Erincin, Lilay Huser

di Alessio Palma

La famiglia Yilmaz, emigrata in Germania dalla Turchia negli anni ’60, è giunta ormai alla terza generazione.  Dopo una vita di sacrifici, il patriarca Huseyin ha finalmente realizzato il sogno di comprare una casa in Turchia ed ora vorrebbe farsi accompagnare fin lì da figli e nipoti per risistemarla. La famiglia al completo si mette così in viaggio e alle nuove avventure nella terra d’origine s’intrecciano i ricordi tragicomici dei primi anni in Germania, quando la nuova patria sembrava un posto assurdo in cui vivere.

Campione d’incassi in Germania (oltre 11 milioni di euro incassati), ALMANYA è  un film che s’inserisce nel filone delle commedie sull’integrazione etnica, di notevole fortuna negli ultimi anni.  Vede l’esordio nel cinema delle sorelle Yasemin e Nesrin Samdereli, la seconda in veste di co-sceneggiatrice, che hanno voluto raccontare in forma di commedia i loro ricordi di ragazze tedesche di origine turca.

La pellicola intreccia due racconti paralleli, uno ambientato nel presente e incentrato sul viaggio verso la terra d’origine, l'altro nel passato e basato sui racconti fatti al piccolo Cenk dalla cugina Canan, occasione per rievocare l’emigrazione turca in Germania con l’utilizzo anche di alcune immagini di repertorio. Nel complesso la prima parte è briosa e divertente, mentre nella seconda si fa largo un eccesso di sentimentalismo zuccheroso.

Il film gioca abilmente con gli stereotipi e mantiene tutte le promesse di una storia come questa: gag basate sugli equivoci, satira garbata sull’incomunicabilità tra culture, elogio dei valori familiari, ampio uso di musiche tradizionali.  Eppure, malgrado la prevedibilità, ALMANYA ha una sua grazia ed è certamente più accostabile ad una commedia riuscita come SOUL KITCHEN piuttosto che ad operazioni furbe in stile IL MIO GROSSO GRASSO MATRIMONIO GRECO.  Riuscito, in particolare, il ritratto del “nuovo mondo” visto con gli occhi dei bambini, che dà vita ad alcune delle situazioni più divertenti, soprattutto quelle legate ad una satira della religione non scontata. E la regista riesce a padroneggiare con una certa sicurezza il virtuosismo della struttura narrativa.

 



votanti: 4
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[06-12-2011]

 
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