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Imu, la nuova tassa sulla casa

ai Comuni la scelta di aumentare, o diminuire l'aliquota

Si chiama Imu e si pagherà già dal 2012. E’ la nuova tassa sulla casa e rappresenta il capitolo più consistente della manovra appena varata dal governo Monti che graverà su tutti i proprietari di casa. Gli introiti di questa nuova tassa (si prevedono circa 20 miliardi di euro) andranno per intero allo Stato. I Comuni invece potranno intervenire aumentando o diminuendo di qualche punto millesimale le aliquote, ricavandone così un introito maggiore che potranno incassarne come differenza.

Ma quanto peserà sulle tasche dei romani questa Imu? L’aliquota base passa dal 5 per mille della vecchia Ici al 7,6 per mille, ma varrà solo sulle seconde case. Per la prima abitazione l’aliquota è “scontata” al 4 per mille, suscettibile di un’ulteriore detrazione di 200 euro per le abitazioni più modeste. La rivalutazione del 60% degli estimi farà però crescere la base imponibile. Spetterà poi ai Comuni, come detto, decidere se aumentare o diminuire l’aliquota base sulla prima casa con un margine di variazione di 2 millesimi. Per fare un esempio prendiamo una piccola abitazione che nel 2008 costava (come prima casa) 203 euro, se il Comune decidesse di applicare l’aliquota massima, arriverebbe a costare 409 euro. Esattamente il doppio rispetto alla vecchia Ici. Per le seconde case invece il rischio stangata è ancora più alto, vista l’aliquota fissa maggiorata.

Spetterà ora al Campidoglio, quindi, decidere che valori di aliquota applicare in base ai criteri generali fissati dal decreto. Alemanno, al momento, non si sbilancia: “il governo scarica sugli enti locali un pezzo di patrimoniale –ha commentato- Non è una scelta nostra, i Comuni non si svegliano una mattina e aumentano del 60% la rendita immobiliare”.
 
TAG: imu - ici
 

[06-12-2011]

 
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