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Detenuti di Rebibbia al museo

liberi per un giorno. Il messaggio di Camilleri: "la cultura per sentirci liberi"

Liberi per un giorno e una mattinata passata tra musei e cultura. Per 13 detenuti di Rebibbia oggi è stata una giornata speciale. E’ la conclusione del corso di formazione “Roma antica e la natura”, con decine di lezioni e ben 25 incontri che si sono tenuti in carcere. Alla fine del corso i tredici detenuti più meritevoli sono stati premiati con “la libertà per un giorno” ed hanno potuto visitare, con la collaborazione di zetema, il planetario di roma ed il museo della Civiltà romana dell’Eur.

Gioia ed emozione le sensazioni prevalenti da parte dei detenuti: "È interessantissimo", ha detto uno di loro, per poi aggiungere che "sinceramente in posti come questi non pensavo proprio di arrivarci. È una cosa molto bella, emozionante". Ancora più emozionato un suo compagno: "È la prima volta che esco, dopo quattro anni. Sono ancora un po' frastornato, ma trovo questa uscita molto interessante. Mi crea anche un po' d'ansia, ma piano piano sto cercando di osservare, di vedere...".

Infine, il direttore del carcere di Rebibbia, Stefano Ricca: "Per noi essere qui è il coronamento di un sogno: per la prima volta abbiamo portato fuori delle persone che da tempo non avevano contatti con la realtà esterna. È una grandissima emozione. Credo - ha concluso - che il carcere non debba essere un luogo di segregazione, ma un luogo in cui le persone abbiano delle opportunità che non hanno avuto prima".

Ad accompagnare i detenuti c’era anche Erminia Manfredi, vedova del grande attore Nino. Assente invece, per motivi di salute, lo scrittore Andrea Camilleri, che ha voluto comunque mandare un saluto ai detenti di Rebibbia.  "Ho saputo, riflettuto e letto le cose migliori del progetto 'L'arte dentro' e mi sono davvero entusiasmato. -scrive nel suo messaggio Camilleri- Sento la necessità di dirvi che leggere, studiare e non smettere mai di imparare sono tra le poche cose che mi sono imposto nella vita, ed è grazie a queste regole che sono ancora in grado di scrivere i miei romanzi e non smettere mai di sognare. Ho poche certezze, ma posso assicurarvi che la cultura è l'unica possibilità che abbiamo per sentirci sempre intimamente liberi"

[05-12-2011]

 
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