Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Il pallonaro Roma
 
» Prima Pagina » Sport Roma » Il pallonaro Roma
 
 

La Roma frana a Firenze: caos

I viola si impongono per 3-0. I giallorossi perdono la testa e finiscono in otto. Scelte incomprensibili di Luis Enrique.

Una terrificante disfatta, una squadra fragile, un allenatore in confusione e una società incomprensibile. La Roma torna dalla trasferta fiorentina con in tasca una sconfitta che rappresenta qualcosa di più e di peggio di un’occasione persa. In tasca c’è un gioco che non solo stenta a decollare, ma che appare addirittura in regresso rispetto a qualche settimana fa. C’è la certezza ormai acquisita di una squadra impalpabile sul piano della mentalità (quanti sono i precedenti, nel calcio italiano, di partite finite in undici contro otto?). C’è il punto fermo delle scelte tecniche da parte di Luis Enrique, sempre più bizzarre e prive di logica. C’è una società che inanella scelte sbagliate, ultima in ordine di tempo quella di Osvaldo. A condire il tutto, il fatto che la catastrofe sia arrivata contro la Fiorentina, una squadra in cerca d’autore e dai limiti assolutamente evidenti.
PRIMO TEMPO – Lasciano ancora una volta perplessi le scelte iniziali di Luis Enrique. In difesa parte titolare Cicinho, a lungo tenuto ai margini della squadra. A centrocampo pare non ci sia più verso di vedere assieme Pjanic, Gago e De Rossi, che pure avevano dato equilibrio alla formazione: il serbo viene spostato sulla trequarti, con l’inserimento al suo posto di Perrotta. In attacco Bojan e Lamela, con Totti di nuovo lasciato in panchina e Osvaldo a casa per i noti fatti. I giallorossi impiegano 15 minuti a compromettere la gara: clamoroso svarione di Juan in area, che si fa soffiare palla da Jovetic e gli frana addosso. Espulsione più rigore, che proprio Jovetic trasforma. La Roma prova a organizzare una reazione, e per larghi tratti del primo tempo riesce a schiacciare la Fiorentina nella propria trequarti, senza tuttavia andare mai al tiro in maniera pericolosa. Una gara che sarebbe dignitosa, considerata la condizione sfavorevole, ma che viene ulteriormente compromessa al 44’, quando, su azione di corner, Gamberini anticipa di netto Heinze e di testa batte Stekelenburg. E’ la doccia fredda prima dell’intervallo.
SECONDO TEMPO – Nella ripresa va in scena la tragicommedia giallorossa. Dopo un paio di giocate positive di Lamela, Luis Enrique decide di lasciare Totti in panchina: è in condizioni precarie, secondo l'allenatore, che omette di spiegare per quale motivo, allora, sia stato convocato. La scelta sembra fatta apposta per innervosire i tifosi giallorossi al seguito, che in compenso devono sorbirsi, nel corso dei 45 minuti, gli ingressi di Fabio Simplicio, Greco e José Angel. Soprattutto, devono sorbirsi una squadra incapace di organizzare una sola azione degna di nota, e che invece perde rapidamente la testa. Al 32’ il già ammonito Gago stende Jovetic in corsa, ed è inevitabile il secondo giallo: il mediano, oltretutto infortunato, salterà la Juve e, con ogni probabilità, il Napoli. A chiudere il cerchio ci pensa Bojan, che al 40’, e quindi a risultato ampiamente acquisito, decide di “parare” sulla propria linea di porta un tiro di Nastasic, fra l'altro diretto fuori. E’ di nuovo espulsione e di nuovo rigore, che trasforma Silva.
Tributato alla squadra il giusto riconoscimento del peso dell’errore iniziale di Juan, che ha compromesso la gara, si tratta della prima partita in cui è impossibile cogliere il sia pur minimo segnale positivo. Non nel risultato, non nel gioco, non nei singoli (a livello di prestazione e di maturità mostrata). Non nell’allenatore e meno che mai nella dirigenza, che con Franco Baldini arriva fin quasi a bacchettare i tifosi giallorossi, “colpevoli” di mostrare segnali di impazienza dopo mesi di applausi. Avevamo scritto, anche dopo scenari sportivamente drammatici, dell’importanza di avere pazienza e fiducia. E’ arrivato il momento in cui non possiamo davvero biasimare chi ne abbia esaurito le scorte. E’ giusto che le tre partite che ci dividono dalla sosta (con la Juve all’Olimpico e poi a Napoli e a Bologna) rappresentino per questo staff tecnico gli esami conclusivi, al termine dei quali si decida se sia necessario o meno cambiare manico. La situazione è grave ma non ancora tragica: è necessario far di tutto perché non ci si arrivi.
Simone Luciani
Fiorentina-Roma 3-0
FIORENTINA: Boruc; De Silvestri, Gamberini, Nastasic, Pasqual; Behrami (46'st Munari), Montolivo, Vargas; Lazzari (37'st Salifu); Gilardino (18'st Silva), Jovetic. (Neto, Ljajic, Camporese, Romulo). All. Rossi.
ROMA: Stekelenburg; Taddei, Juan, Heinze, Cicinho (29'st Greco); De Rossi, Gago, Perrotta (14'st Josè Angel); Pjanic (25'st Simplicio); Lamela, Bojan. (Lobont, Cassetti, Totti, Caprari) All. Luis Enrique.
ARBITRO: Damato di Barletta.
MARCATORI: 17' (rig.) Jovetic, 44' pt Gamberini; 41' st (rig.) Silva
NOTE: pomeriggio piovoso, terreno pesante, spettatori 25.000. Espulsi: al 15'pt Juan per fallo da ultimo uomo, al 31'st Gago per doppia ammonizione e al 40'st Bojan per fallo di mano sulla linea. Angoli: 10-8 per la Fiorentina. Recupero: 1' pt, 4' st.

[04-12-2011]

 
Lascia il tuo commento