Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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La legge dell'Alex condanna l'Acea Roma

Righetti nel finale stacca la luce ai romani

Perde male l'Acea Roma, 82-89 in casa contro la Pepsi Caserta, in un appuntamento decisivo per dare continuità alla vittoria contro Cantù ed in chiave qualificazione alle final-eight di Coppa Italia.
Lo fa subendo una valanga di punti (36) nel quarto quarto, quello decisivo, seppellita dalle triple dell'ex Righetti, che chiuderà con 20 punti e 7/10 al tiro, soprattutto, ma anche da quelle dell'altro ex Tusek e di  Andre Collins.

Eppure la Virtus aveva illuso i propri tifosi: un inizio più che promettente, con quasi tutti i giocatori coinvolti ed una Pepsi che per lungo tempo si è affidata in attacco al solo Andre Smith, che poi avrebbe lasciato la scena ai protagonisti di cui sopra.
Subito avanti (8-0 in avvio) , l'Acea sembrava poter disporre a piacimento di una Pepsi molle in difesa e monotematica in attacco. Con Crosariol attivo su entrambi i lati del campo, Dedovic definitivamente recuperato alla causa e l'ultimo arrivato Mordente super in regia (tanto da non far rimpiangere troppo l'ancora infortunato Maestranzi), la Virtus allungava con decisione il passo: 20-15 alla fine del primo quarto, 26-15 al 13', e poi il massimo vantaggio, il 33-18 al 15' che costringeva al timeout il coach casertano Sacripanti.

Caserta aveva però il pregio di non mollare, e piano piano cominciava a rifarsi sotto. Chiuso sotto di sette il primo tempo (39-32), la Juve tornava sul parquet in versione deluxe, quella che le aveva consentito di vincere a Siena e di battere facilmente in casa Milano, sette giorni fa. Subito un filotto di triple (Fletcher, Righetti, Collins) e, complice anche il riposo di Mordente, con Gordic confusionario in  playmaking, di nuovo punteggio in equilibrio (46-43).
In questa fase Roma si mantiene viva, specie in attacco con la straripante fisicità di Dedovic, immarcabile sul primo passo. Anche Datome comincia a fatturare punti, e col rientro di Mordente, che illumina la scena con canestri ed assist, Roma torna avanti (58-50al 29').

Insomma l'Acea sembra poter portare a casa la partita, specialmente quando Tucker dall'angolo infila la bomba del più otto (69-61 al 34'). Ma si tratta dell'ultimo acuto della Virtus. Se nel basket esistesse il gol dell'ex, arriverebbe proprio qui: stimolato dai dannosi insulti perfettamente udibili dai vicini spalti, Alex Righetti (259 partite giocate con Roma per 2441 punti totali...) comincia a bucare la retina da ogni dove, e sono suoi i due punti del meno uno (77-76) e quelli del più tre (79-82), che di fatto condannano l'Acea alla seconda sconfitta casalinga, dopo quella all'overtime con Varese.

In sala stampa l'allenatore Lardo, visibilmente contrariato, non ha potuto che condannare l'atteggiamento mentale dei suoi ragazzi nei minuti finali. Troppa differenza tra la fame dei casertani, che attraversano anche un difficile momento societario, e la passività con la quale il quintetto giallorosso non ha saputo contrastare le iniziative dei bianconeri campani. L'ultima azione del terzo quarto, canestro da tre subito a pochi secondi dal termine con un fallo ancora da spendere, è emblematico a nostro avviso su quanto sia lungo ancora il lavoro da fare, prima ancora a livello mentale che tecnico, e che il facile successo di domenica scorsa con una poco motivata Cantù aveva evidentemente celato.
La prossima settimana ancora un anticipo per l'Acea Roma, questa volta alle 20,30, sul non impossibile campo di Treviso, contro una Benetton orfana di Scalabrine ed impegnata a ritoccare il proprio roster. Vedremo se la Virtus saprà cogliere questa occasione di riscatto.

Andrea De Paolis

[03-12-2011]

 
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