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Frodi fiscali, presunta truffa anche ai danni di Atac

sei ordinanze di custodia cautelare, in manette notai e consiglieri della Regione Sicilia

Non è un buon periodo per l'Atac. L'azienda municipalizzata che gestisce il trasporto pubblico, dopo la scelta impopolare, presa nella stesura del piano industriale, di aumentare il biglietto ad 1,50€ sarebbe rimasta coinvolta in una truffa riguardanti polizze emesse abusivamente. L'Atac avrebbe acquistato circa 26 milioni di polizze destinate al parco autobus da una società coinvolta in un'inchiesta di truffa ed evasione fiscale. Le due società finite sotto indagine, secondo i magistrati, non avevano i requisiti per emettere fidejussioni e nonostante ciò si erano messe sul mercato emettendo 4100 polizze per un capitale garantito pari a 500 milioni di euro.

ATAC - Il chiarimento dell'agenzia di mobilità riguardo alla presunta truffa subita non si è fatto attendere. "Atac spa, dopo aver appreso dagli organi di informazione di essere stata vittima di una presunta frode su polizze per 26 milioni di euro, ha avviato un'indagine interna per chiarire quando e in che modo sarebbero state attivate tali polizze. Dai primi esiti non risulta tuttavia che Atac abbia al momento attive polizze per l'importo indicato con le società oggetto di indagine, di cui ha dato notizia la stampa - comunica l'azienda di trasporti di Roma - Non si esclude, tuttavia, che tali contratti siano stati attivati in passato, ma bisognerà attendere la conclusione dell'indagine interna per averne contezza - prosegue -. È bene comunque precisare che anche qualora ciò si fosse verificato, Atac non ha subito alcun danno economico dalla presunta frode, visto che non risultano sui bilanci aziendali perdite su crediti per l'importo corrispondente e per tipologie di contratto di questo tipi".

In giornata sono state eseguite sei ordinanze di custodia cautelare, tre in carcere e tre ai domiciliari, due degli arrestati sono consiglieri della Regione Sicilia. Tra i destinatari dei provvedimenti cautelari ci sono anche due immobiliaristi ed un notaio. Le indagini sono partite a seguito di alcune operazioni sospette riconducibili alla Fingeneral spa, poi fallita nel marzo del 2010, e alla Ascom Finance, il cui rappresentante legale, attraverso l'emissione di polizze, avrebbe raccolto "ingenti somme di denaro, successivamente destinate ad investimenti economici e immobiliari, oltre che a esigenze personali, compiendo azioni di distrazione fraudolenta". I reati contestati, oltre all'associazione per delinquere, vanno dall'esercizio abusivo dell'attività finanziaria, alla formazione fittizia del capitale, all'ostacolo all'attività di vigilanza, alla bancarotta fraudolenta e alla truffa.

In base a quanto ricostruito dai pm capitolini le due società non avevano i requisiti per emettere fidejussioni ma erano riuscite ad emettere oltre 4mila polizze per un capitale garantito pari a 500 milioni di euro e l'incasso di premi per oltre 14 milioni di euro. Ai due deputati regionali è contestato anche il finanziamento illecito ai partiti per aver intascato oltre 600 mila euro a testa dall'Ascom Finance e la bancarotta in concorso della società il cui fallimento è stato sollecitato dai pm.
 
 

[02-12-2011]

 
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