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Profughi afghani, un racket dietro al disagio e alla precarietā

secondo le indagini i profughi pagavano fino a 5000 per un viaggio in Europa ed erano ricattati dall'organizzazione

Dietro alla precarietà dei profughi afghani alla stazione Ostiense ci sarebbe una vera e propria organizzazione criminale che provvedeva al viaggio dei profughi sbarcandoli a Roma con tariffe tra i quattro e i cinque mila euro.

Per l’inchiesta partita a gennaio scorso con l’arresto di 28 persone, il pm Francesco Polino va verso la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 50 indagati. Si tratta di 49 afghani ed un italiano ora indagati per associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina e favoreggiamento.

L’italiano avrebbe avuto un ruolo “logistico” chiave accompagnando i clandestini nelle varie città italiane. Nell’indagine, a cui hanno lavorato in coordinamento le questure di Roma, Bolzano e Frosinone, è emerso che il traffico di clandestini riguardava, per un quinto, ragazzi minorenni provenienti dall’Asia centrale.

Il periodo a Roma, in condizioni igienico sanitarie al limite ed in condizioni disumane con un accampamento alla stazione Ostiense, avrebbe rappresentato solo una tappa per l’approdo in altre capitali europee come Stoccolma, Londra od Oslo. L’organizzazione provvedeva al viaggio dei profughi che arrivavano in Italia via nave dalla Grecia. I profughi, senza documenti né permesso di soggiorno, erano continuamente ricattati. Anche dopo aver pagato, rigorosamente in contanti, erano sottoposti alla minaccia di ritorsioni nei confronti dei familiari nel paese di origine.
 
 

[02-12-2011]

 
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