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Protesta Santa Lucia, la struttura a rischio chiusura

"siamo un'eccellenza nel Lazio e rischiamo di chiudere"

Sono scesi in piazza per la tredicesima volta. Da circa un anno denunciano le difficoltà economiche; i debiti (40 milioni di euro verso le banche e 20 verso i fornitori) stanno mettendo in ginocchio una delle strutture sanitarie tra le migliori in Italia per cure riabilitative. Parliamo del Santa Lucia, l'ospedale in via Ardeatina. La struttura sanitaria, di alta specializzazione per il servizio di riabilitazione, rischia di chiudere i battenti già dal prossimo gennaio 2012. I debiti sono generati dalla mancanza di fondi che il Santa Lucia dovrebbero ricevere dalla Regione Lazio. Come comunica la stessa fondazione sul sito ufficiale a fine dicembre non saranno più erogati servizi agli oltre 350 pazienti, di cui 200 bambini. A rischio ci sono 750 dipendenti e soprattutto le centinaia di persone che ogni giorno, al Santa Lucia, ricevono un servizio unico a Roma ed in Italia. Sono persone che hanno avuto traumi per incidenti stradali e che hanno necessità di riabilitazione o disabili che hanno bisogno di riabilitazione neuromotoria. Al Santa Lucia si curano anche i postumi delle patologie cerebrali e delle malattie neuro degenerative. Non solo. La struttura produce ricerca a livello europeo, ed è la stessa Unione Europea che la finanzia.

La situazione economica - La Regione Lazio deve erogare alla fondazione circa 96 milioni di euro, crediti accumulati dal Santa Lucia tra gli anni 2006 e 2010 e che non sono mai stati saldati. Il paradosso è che lo scorso 19 settembre la Regione Lazio ha stilato un accordo proprio con la Fondazione e che riguarda il 2011 con un contributo di 56,2 milioni di euro. Ma se la struttura non riceve i contributi pregressi non avrà più "la benzina" per andare avanti e dovrà per forza di cose chiudere. Le lettere di licenziamento sono già pronte.

"Il problema è che esiste una grossa carenza da parte della Regione nel provvedere a quelle che sono le necessità economiche del Santa Lucia -spiega il dottor Marco Molinari specialista in Neurologia e Fisiatria- L'amministrazione è sana, noi vantiamo crediti milionari nei confronti della Regione Lazio di circa 96 milioni di euro. Ormai da due anni e mezzo non si raggiunge un accordo. Noi siamo qui ancora una volta per chiedere alla Regione di farsi carico di un servizio per i nostri pazienti che arrivano da tutta Italia. Il tentativo di portare in crisi una struttura d'eccellenza del genere e che produce una riabilitazione di altissimo livello -conclude Molinari- sta minando il diritto di tutti i cittadini italiani e di Roma di avere un'assistenza sanitaria degna di questo nome".

LA COMUNICAZIONE DAL SITO DEL SANTA LUCIA - "Con vivo dolore e preoccupazione comunichiamo all’utenza del servizio di riabilitazione extraospedaliera-si legge sul sito della Fondazione Santa Lucia- che l’attività verrà sospesa al 31 dicembre 2011. La pesante esposizione nei confronti delle banche, dei fornitori e delle utenze, i debiti verso il personale da un lato e l’entità dei crediti verso la Regione dall’altro, rappresentano criticità insuperabili per l’Istituto che ha ripetutamente presentato la situazione alla Regione con la consegna di una specifica proiezione finanziaria, aggravata ora dalla impossibilità di ottenere ulteriore credito dal sistema".
 
 

[29-11-2011]

 
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