Trentatré morti ammazzati nel 2011 tra Roma e Provincia. L’anno che sta per passare è stato uno dei più cruenti per delitti ed aggressioni. L’ultimo caso, il
duplice omicidio di Ostia del 22 novembre scorso, in cui sono stati freddati in strada a colpi di pistola due pregiudicati, ha riacceso la discussione sulla criminalità in città. La maggior parte dei delitti avvenuti quest’anno a Roma e Provincia sono infatti la conseguenza –come conferma anche il
prefetto Pecoraro- di una lotta tra bande per il territorio e per la spartizione del mercato della droga o di altre attività illecite. Antonio Turri, coordinatore di Libera Lazio, è convinto che le mafie siano
già radicate nel nostro territorio e che non si tratti solo di infiltrazioni mafiose.
"Lo diciamo da tempo e gli omicidi ad Ostia come l'operazione Golfo sono la dimostrazione di come sia impossibile parlare nel Lazio e nella Capitale solo di infiltrazioni ma che al contrario
siamo già in una fase avanzata di radicamento delle mafie. -spiega Antonio Turri, coordinatore di Libera Lazio- Le mafie nei nuovi territori, dapprima investono, poi tendono a contaminare. Creano Metastasi -continua Turri- si diffondono e corrompono lentamente, in silenzio. Il pericolo è rappresentato da un sistema di criminalità economica che contamina anche i territori dal punto di vista sociale e culturale".
La criminalità organizzata è divisa a Roma in piccole bande. Queste sono legate a clan o famiglie. Ecco una mappa della città; Flaminio, San Basilio, Borghesiana, Tor Bella Monaca, Ostia e Centocelle. Ogni quartiere o zona è controllata da uno o più clan.
Si costituisce capo della nuova camorra romana