Giornale di informazione di Roma - Lunedi 11 dicembre 2017
 
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Tango romano
 
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Intimi quadri del tutto femminili

Domenica sera sono andata in un locale dalle parti di viale Marconi, non ricordo il nome, ma è una specie di balera all’aperto, coperta interamente da un enorme telone di plastica trasparente che crea un certo effetto serra.

Al pomeriggio mi ero presa una bella storta alla caviglia e non sarei certo dovuta andare a ballare, ma il richiamo di un’esibizione di un gruppo di ballerini argentini mi ha spinta ad andare lo stesso. Vestita da maschio, mi sono seduta un po’ defilata per non essere invitata e dover ogni volta declinare.

Due coppie di ballerini entrano in scena col solito “cliché”: lei lo rifiuta, lui le gira attorno come un gatto, lei s’allontana, poi s’arresta per essere ghermita. Questa messinscena di una metafora obsoleta forse andrebbe rivista. Una volta nelle braccia dei due “machos” le ragazze vengono lanciate in aria come fuscelli sulle note di pomposi arrangiamenti “melo”, e mentre volteggiano nel vuoto i loro vestitini aprono a visioni neanche tanto fuggevoli di intimi quadri del tutto femminili. Applausi, bis e fiori. Dopo l’esibizione, sulla pista tornano i nostri tangueri della domenica con le loro terribili e macchinose manovre.

Me ne dovrei andare, tanto che ci sto a fare inchiodata ad una sedia senza poter ballare. Ma lentamente mi rendo conto che frammenti fuggevoli di quegli “intimi quadri del tutto femminili” mi hanno lasciato addosso una specie di brivido languido, del tutto inaspettato. Osservo una delle due ballerine, la brunetta dai capelli corti che ora, senza la grazia di prima e cambiata d’abito, cammina lungo i tavoli col passo di una ragazzina di periferia. Eppure la guardo. Sarà la mia “mise” del tutto maschile? Forse è meglio se me ne vado a dormire.

Cornelia

[07-05-2007]

 
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