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Restauro per La Resurrezione di Lazzaro

il capolavoro del Caravaggio sarÓ esposto a Palazzo Braschi tra giugno e luglio

Sessant'anni dopo l'ultimo restauro del 1951, "La Resurrezione di Lazzaro", capolavoro messinese del Caravaggio, tornerà ad essere "leggibile". L'opera, che risale al 1609, è stata portata ai laboratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro dove subirà un nuovo intervento di pulitura per essere, poi, esposto al grande pubblico a Palazzo Braschi per un mese, tra giugno e luglio del 2012.

Il restauro, che si svolgerà in accordo con il Museo Regionale di Messina, coinvolge uno dei più importanti dipinti eseguiti dall'artista lombardo in Sicilia, dopo la sua precipitosa fuga da Malta. L'opera proviene dalla chiesa dei Padri Crociferi di Messina.

"E' un'opera fondamentale perchè è una delle pochissime documentate con certezza - racconta Daila Radeglia responsabile dei lavori - esiste un documento del dicembre del 1608, anno di trasferimento del Caravaggio da Siracusa a Messina in cui Giovan Battista de’ Lazzari, mercante genovese, commissiona il dipinto per la sua cappella in corso di realizzazione nella chiesa dei Crociferi di San Camillo De Lellis. Sei mesi dopo, al 6 giugno 1609, risulta un altro documento di allocazione del quadro". Opera studiatissima a partire dal restauro del '51: "Consenti di rimuovere le ripuliture supportata da fluorescenza ultravioletta e radiografie, che erano i mezzi dell'epoca. Da allora ne viene accettata l'autenticità. Ne emergono le pennellate molto larghe che definiscono il modellato delle figure e il fondo scuro lascia vedere un'ambientazione architettonica appena accennata". La storica dell'arte avverte come spicca nel quadro la ripresa dell'elemento iconografico ispirato alla Vocazione di San Matteo della Cappella Contarelli e che "Forse l'autoritratto del pittore è riconoscibile nella figura in alto a sinistra". "Migliorando la leggibilità dell'opera si riuscirà ad avere migliore comprensione".

Nel merito del restauro entra la responsabile, Anna Mario Marcone: "I progetto di restauro prende origine da quello del '51, quando la superficie era molto compromessa. Vennero tolte le vernici di ricopertura, rimosse le ridipinture, recuperando le parti originali e reintegrando la superficie pittorica. Ma c'è sempre lo stesso problema: l'adesione del colore che non ha funzionato. I colori usati per il ritocco hanno subito alterazioni cromatiche. Il che ha alterato la lettura dell'opera. Un fattore estremamente fastidioso ma non grave. La politica di interventi ne esce bene ma questo fattore è migliorabile. Per questo stiamo implementando le ricerche sui colori usati per i ritocco e sulle resine naturali e sintetiche". "

Sponsor ufficiale del quadro, alto 3,80 metro e largo 2,85, è l'associazione Metamorfosi con un finanziamento di 100 mila euro comprensivo dell'allestimento delle esposizioni, spostamenti da Messina e ritorno, comunicazione dell'opera, anche con la pubblicazione di un catalogo e la realizzazione di un documentario sul restauro. Tra le voci del finanziamento, 10mila euro andranno a sostenere con borse di studio alcuni ad ex allievi selezionati dell'Istituto per lavorare al restauro.

[23-11-2011]

 
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